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Arena Santa Giulia sotto la lente della Corte dei Conti: 130 milioni di extra costi olimpici nel mirino della magistratura contabile

La Procura regionale lombarda apre un’istruttoria per danno erariale sull’impianto di hockey di Milano Cortina 2026

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I militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza si sono presentati in alcuni uffici del Comune di Milano per acquisire una serie di documenti relativi all’Arena Santa Giulia, l’impianto che ha ospitato le gare di hockey su ghiaccio durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, concluse a metà marzo. I documenti sono stati prelevati in esecuzione di un ordine di esibizione firmato dalla Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, diretta da Paolo Evangelista, e provengono principalmente dalla Direzione generale di Palazzo Marino.

L’istruttoria per danno erariale sugli extra costi olimpici

La Procura contabile lombarda ha aperto una istruttoria per verificare l’esistenza di profili di danno erariale legati agli extra costi dell’Arena Santa Giulia, ovvero alla quota di spese eccedenti il preventivo iniziale che graverebbe sui finanziamenti pubblici degli enti statali coinvolti nella gestione dell’evento olimpico. La proprietà dell’impianto fa capo a Evd Milan Srl, società del gruppo Eventim, multinazionale del settore eventi.

A fine febbraio, notizie di stampa avevano rivelato che Evd Milan Srl avrebbe richiesto 134 milioni di euro di extra costi rispetto alle previsioni iniziali, da coprire con fondi pubblici. Nelle settimane successive, tuttavia, un’analisi tecnica degli uffici comunali aveva stimato una cifra sensibilmente inferiore, di poco superiore ai 50 milioni di euro. Nel 2025, un decreto governativo aveva già autorizzato il Comune, d’intesa con la Regione, a riconoscere un contributo di 21 milioni di euro destinato specificamente all’Arena.

Anche il Villaggio Olimpico nel perimetro dei controlli

La questione degli extra costi non riguarda solo l’Arena Santa Giulia. Comune e Regione hanno previsto di affidare a una società terza, tramite bando, il compito di verificare la congruità delle spese sostenute per la realizzazione di due infrastrutture olimpiche: il Villaggio Olimpico e il PalaItalia. Anche sul primo, infatti, si è posto il problema di costi superiori alle stime originarie. L’istruttoria della Corte dei Conti, al momento, si concentra sull’Arena, ma il quadro complessivo delle verifiche è più ampio.

È importante precisare che l’istruttoria è nella sua fase iniziale: nessuna contestazione è stata formulata nei confronti di alcun soggetto e, qualora ve ne fossero, avverrebbero solo al termine dell’accertamento. Sul fronte penale, la Procura ordinaria non ha al momento aperto fascicoli specifici su questo filone.

Il parallelo con l’inchiesta sulla Fondazione Milano-Cortina

In un contesto separato ma connesso, i pubblici ministeri Francesco Cajani e Alessandro Gobbis della Procura milanese diretta da Marcello Viola hanno sollevato nei mesi scorsi una questione di legittimità costituzionale del decreto del governo Meloni del 2024, convertito in legge, che ribadì la qualificazione di ente di diritto privato della Fondazione Milano-Cortina. Secondo i pm, quella norma bloccò di fatto le indagini su un’inchiesta relativa ad affidamenti diretti pilotati su servizi digitali tra il 2020 e il 2021, in cambio di presunte tangenti. La questione è stata sollevata davanti alla Corte Costituzionale su richiesta dei pm, con il via libera della giudice per le indagini preliminari Patrizia Nobile. L’udienza, inizialmente fissata per oggi, è stata rinviata a fine giugno.

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