Arresti nella polizia locale di Milano: agenti attesi al Riesame il 21 e il 25 agosto
Le difese dei quattro agenti detenuti punteranno alla revoca delle misure cautelari
Il Tribunale del Riesame di Milano ha fissato per il 21 e il 25 agosto le udienze relative ai quattro agenti della Polizia locale arrestati il 6 agosto con le accuse di peculato, falso e arresto illegale. Davanti ai giudici della Libertà, i legali dei quattro chiederanno l'annullamento delle misure restrittive disposte nei giorni scorsi.
Il provvedimento del gip dopo gli interrogatori di garanzia
A firmare l'ordinanza era stato il gip Elio Sparacino, che al termine degli interrogatori di garanzia aveva ritenuto di confermare la detenzione in carcere per i quattro agenti coinvolti, disponendo invece gli arresti domiciliari per la commissaria Ilenja Sabato, la cui posizione nell'inchiesta risulta distinta da quella degli altri indagati.
Diversamente dai colleghi, la commissaria non ha ancora sciolto la riserva sul percorso da intraprendere: potrebbe presentare a sua volta istanza al Tribunale del Riesame, oppure scegliere la via alternativa di una nuova richiesta di revoca dei domiciliari direttamente al gip che ha emesso il provvedimento.
L'arresto del pusher a Corsico al centro dell'inchiesta
Coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, l'indagine ruota attorno al fermo di un presunto spacciatore avvenuto a Corsico. Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'intervento sarebbe stato compiuto al di fuori del territorio di competenza della Polizia Locale del capoluogo lombardo, un elemento che costituisce il nucleo dell'ipotesi di arresto illegale contestata agli agenti. All'episodio si aggiungerebbero, sempre secondo gli inquirenti, la redazione di un atto non corrispondente alla realtà dei fatti e la sparizione di una somma di 1.450 euro, elementi che hanno portato alle ipotesi di reato di falso e peculato.
La difesa: "Non abbiamo mai toccato un euro"
Gli avvocati dei quattro agenti respingono in blocco la ricostruzione accusatoria, sostenendo che nessuna somma di denaro sarebbe mai stata sottratta durante l'operazione. "Non sono mai stati presi soldi, neanche un euro", ribadiscono i legali, che ora affidano alle udienze del Riesame la richiesta di scarcerazione dei propri assistiti.