Bambini feriti da Gaza accolti in Lombardia: cure specialistiche negli ospedali regionali
Milano pronta ad accogliere i piccoli pazienti grazie al sistema sanitario lombardo Milano – Mercoledì 11 giugno è previsto l’arrivo a Milano di un gruppo di bambini feriti provenienti dalla Striscia di Gaza, accompagnati dai loro familiari, per ricevere cure mediche specialistiche in alcuni dei principali ospedali della Lombardia. Lo ha reso noto l’Assessorato al […]
Milano pronta ad accogliere i piccoli pazienti grazie al sistema sanitario lombardo
Milano – Mercoledì 11 giugno è previsto l’arrivo a Milano di un gruppo di bambini feriti provenienti dalla Striscia di Gaza, accompagnati dai loro familiari, per ricevere cure mediche specialistiche in alcuni dei principali ospedali della Lombardia. Lo ha reso noto l’Assessorato al Welfare di Regione Lombardia, confermando il supporto umanitario e sanitario già manifestato al Governo italiano.
Niguarda, Policlinico e Papa Giovanni XXIII in prima linea per l’assistenza
I piccoli pazienti saranno presi in carico da strutture ospedaliere di eccellenza: il Niguarda e il Policlinico di Milano, oltre all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. In particolare, l’ospedale Niguarda seguirà il percorso di cura del piccolo Adam, uno dei bambini feriti che necessitano di assistenza specialistica complessa.
Bertolaso: “Un impegno concreto di solidarietà e responsabilità”
L’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha dichiarato: “Siamo pronti ad accogliere questi bambini e a garantire loro l’assistenza necessaria, confermando la disponibilità già comunicata al Governo. È un gesto di responsabilità e umanità, che valorizza il ruolo del nostro sistema sanitario come punto di riferimento anche nei contesti di emergenza internazionale”.
L’iniziativa rientra nel più ampio impegno di Regione Lombardia per il sostegno sanitario in contesti di crisi e conflitto. La rete ospedaliera regionale è stata mobilitata per offrire risposte tempestive e cure all’altezza delle esigenze dei pazienti più fragili, come i bambini provenienti da zone di guerra.