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Chiusa una barberia-lager nel Milanese: sfruttavano e picchiavano un lavoratore

Scoperto in provincia di Milano un grave caso di sfruttamento lavorativo: attività sospesa e vittima affidata agli enti anti-tratta.

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Pagato pochi euro, costretto a dormire sul pavimento del luogo di lavoro e sottoposto a violenze quando provava a ribellarsi. È quanto emerso da un controllo ispettivo che ha portato alla luce un grave caso di sfruttamento lavorativo in un comune della provincia di Milano, dove una barberia nascondeva condizioni di vita e di lavoro incompatibili con qualsiasi standard di legalità.

A far scattare l’intervento è stato il personale ispettivo dello IAM di Milano, che nei giorni scorsi ha effettuato un accertamento mirato nell’esercizio. Gli ispettori hanno operato insieme a un mediatore culturale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, ricostruendo una situazione di grave abuso ai danni di un lavoratore extracomunitario.

Cinquanta euro a settimana e un giaciglio a terra

Dagli accertamenti è emerso che l’uomo, privo di permesso di soggiorno, veniva retribuito con appena 50 euro a settimana. Non aveva un alloggio e dormiva direttamente all’interno del negozio, sul pavimento, con una sola coperta a disposizione. Una condizione che va ben oltre lo sfruttamento economico e sconfina nella negazione della dignità personale.

Secondo il racconto della vittima, lo sfruttatore – un connazionale che non risulterebbe nemmeno titolare formale dell’attività – esercitava un controllo ossessivo, anche attraverso sistemi di videosorveglianza. In più occasioni, quando il lavoratore avrebbe tentato di opporsi a quelle condizioni, sarebbe stato malmenato.

Attività sospesa e vittima tutelata

Alla luce delle gravi irregolarità riscontrate, gli ispettori del lavoro hanno disposto la sospensione immediata dell’attività della barberia. Il lavoratore è stato invece preso in carico dagli enti anti-tratta, avviando un percorso di tutela e assistenza.

Il caso sarà ora sottoposto al Questore di Milano per la valutazione del rilascio di un permesso di soggiorno per “casi speciali”, previsto dall’articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione per le vittime di sfruttamento lavorativo. Un percorso già avviato con successo dallo IAM di Milano, che nel solo 2025 ha contribuito all’ottenimento di sei permessi di questo tipo.

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