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Blitz antidroga a Rogoredo blocca i treni: pendolari verso Pavia e Lodi lasciati a piedi

I controlli delle forze dell’ordine del 14 maggio hanno costretto diversi convogli a terminare la corsa a Rogoredo. Sui social scoppia la protesta dei viaggiatori del Sud Milano

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Nel pomeriggio di giovedì 14 maggio le forze dell’ordine hanno organizzato un’operazione di controllo straordinaria nell’area compresa tra le stazioni di Rogoredo e San Donato Milanese, territorio notoriamente segnato da un’attività di spaccio persistente. L’intervento, di ampia portata, ha interessato il tessuto urbano circostante con l’intento di contrastare un fenomeno che in quella zona non accenna a ridursi.

Treni bloccati a Rogoredo: i convogli per Pavia e Lodi non sono partiti

Le operazioni hanno prodotto effetti immediati sulla circolazione ferroviaria. Diversi treni sono stati costretti a interrompere la corsa a Rogoredo, senza proseguire verso le destinazioni previste: tra questi il n. 24153 Saronno-Lodi e il n. 24353 Garbagnate Milanese-Pavia. Anche i corrispondenti convogli di ritorno da Lodi e Pavia sono ripartiti da Rogoredo in direzione opposta, lasciando senza collegamento i viaggiatori del Sud Milano che attendevano in stazione.

Pendolari in rivolta: il nodo irrisolto tra sicurezza e diritto alla mobilità

Sui social network i gruppi dei pendolari si sono animati di proteste, con numerosi viaggiatori che hanno segnalato i disagi e manifestato la propria frustrazione. Non è la prima volta che accade: la situazione si ripete con una certa frequenza, alimentando un dibattito difficile da risolvere. Da un lato c’è l’esigenza legittima di garantire la sicurezza in un’area ad alta criticità; dall’altro quella altrettanto concreta di chi fa affidamento sul trasporto pubblico per tornare a casa o rispettare impegni quotidiani.

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