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Bollate inaugura l’Ospedale di Comunità: 20 posti letto per rafforzare la sanità di prossimità

A Bollate apre l’Ospedale di Comunità dell’ASST Rhodense: 20 posti letto e assistenza H24 per cure intermedie e continuità assistenziale.

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Bollate compie un passo importante nel rafforzamento della sanità territoriale con l’apertura dell’Ospedale di Comunità, una nuova struttura pensata per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini più fragili. Il presidio è stato inaugurato questa mattina alla presenza dei vertici istituzionali regionali e locali, all’interno della Casa di Comunità di via Piave 20.

Cos’è l’Ospedale di Comunità

L’Ospedale di Comunità è una struttura a bassa intensità di cura, dedicata a pazienti che non necessitano di un ricovero ospedaliero per acuti ma che hanno bisogno di un supporto assistenziale temporaneo. Il nuovo servizio di Bollate dispone di 20 posti letto accreditati e garantisce assistenza infermieristica continuativa, attiva 24 ore su 24, per degenze di breve durata.

Cure intermedie e dimissioni protette

Il presidio è pensato per accompagnare i pazienti in una fase di passaggio tra ospedale e domicilio. Accoglie persone in dimissione da reparti ospedalieri o dal Pronto Soccorso, pazienti con patologie croniche in fase di riacutizzazione e cittadini che necessitano di un periodo di riabilitazione o osservazione clinica prima del rientro a casa o del trasferimento in altre strutture.

Il modello lombardo di sanità territoriale

Con l’attivazione dell’Ospedale di Comunità, Regione Lombardia prosegue nell’attuazione del nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal decreto ministeriale 77 e sostenuto dagli investimenti del PNRR. L’obiettivo è costruire una rete capillare di servizi di prossimità, capace di integrare strutture, risorse e modelli organizzativi innovativi per garantire cure più accessibili e sostenibili.

Integrazione tra ospedale, territorio e cure domiciliari

Il nuovo presidio dell’ASST Rhodense si inserisce in una rete pensata per assicurare continuità assistenziale e ridurre il ricorso improprio ai reparti per acuti. Un sistema che mette al centro la persona, favorisce percorsi di dimissione protetta e rafforza il collegamento tra ospedale, servizi territoriali e assistenza domiciliare.

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