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Braccialetti elettronici, la denuncia di Roia (Tribunale Milano): “Pochi e malfunzionanti. Situazione inaccettabile nel 2025”

Il presidente del Tribunale di Milano segnala problemi tecnici dei braccialetti elettronici e ribadisce neutralità dei giudici nelle sentenze.

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A Milano, i braccialetti elettronici destinati al monitoraggio dei soggetti pericolosi sono pochi e spesso presentano problemi tecnici. Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, ha definito la situazione “inaccettabile nel 2025” e ha chiesto interventi immediati sul gestore dell’appalto per aumentare la disponibilità e l’efficienza dei dispositivi.

Formazione e valutazione del rischio

Roia ha sottolineato la necessità di rafforzare la formazione dei magistrati, sia della Procura sia delle sezioni gip e gup, per migliorare la valutazione del rischio di pericolosità sociale dei soggetti che commettono violenza. “È fondamentale aumentare la professionalità in questa fase delicata del procedimento cautelare”, ha affermato.

Reati di genere e misure cautelari

Nell’ultimo anno, l’80% delle misure cautelari emesse a Milano riguarda reati di genere, come violenze sessuali, maltrattamenti e atti persecutori. Roia ha evidenziato l’importanza di applicare le leggi con competenza e risorse adeguate, precisando che gli organici della magistratura stanno lentamente colmando i vuoti, ma il personale amministrativo resta insufficiente.

Neutralità dei giudici nelle sentenze

Il presidente del Tribunale ha infine ribadito che nelle sentenze non devono comparire giudizi morali o sociologici sulle vittime: “Il giudice deve motivare i fatti in maniera chiara e neutra, evitando valutazioni personali sulle parti coinvolte”.

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