Caporalato in Consolato USA a Milano: manager fermato in aeroporto a Bergamo prima di fuggire in Turchia
I pm Storari e Clerici hanno firmato il fermo per pericolo di fuga: Ulas Demir stava per imbarcarsi con la famiglia su un volo per Istanbul
Il 29 maggio Ulas Demir scopre di essere indagato. Quella stessa sera, in una telefonata con un interlocutore non identificato, manifesta con chiarezza la volontà di lasciare l’Italia. Il giorno dopo acquista i biglietti aerei. Il 31 maggio si presenta all’aeroporto di Orio al Serio con la famiglia, destinazione Istanbul. Ad aspettarlo ci sono i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano.
Il fermo del manager turco 47enne, responsabile della filiale italiana di Caddell Construction, la società americana incaricata di costruire il nuovo consolato degli Stati Uniti nell’area dell’ex Tiro a Segno di piazzale Accursio, è stato firmato dai pubblici ministeri Paolo Storari e Mauro Clerici. La motivazione è netta: pericolo di fuga “concreto, reale e imminente”. L’intercettazione del 29 maggio, agli atti del provvedimento, non lasciava spazio a interpretazioni alternative.
Operai indiani, paghe da fame e minacce di rimpatrio
Demir risponde di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro con l’aggravante della pluralità di vittime: secondo gli inquirenti sarebbero almeno una trentina gli operai coinvolti, tutti di nazionalità indiana, reclutati all’estero e portati a Milano per lavorare nel cantiere di piazzale Accursio. Le retribuzioni corrisposte sarebbero state fino al 50% al di sotto della soglia di povertà, dopo che i lavoratori stessi avevano versato una somma che i pm definiscono come una sorta di “pizzo” per ottenere il posto.
Chi non accettava le condizioni veniva minacciato di essere “rispedito in India”. Le testimonianze raccolte nel corso delle indagini descrivono un cantiere in cui si lavorava anche con la febbre o dopo un infortunio, senza la possibilità di ricevere cure adeguate.
Il controllo giudiziario sull’impresa americana
Parallelamente al fermo di Demir, la Procura di Milano ha già disposto nei giorni scorsi il controllo giudiziario d’urgenza nei confronti di Caddell Construction, gruppo con sede in Alabama specializzato nella costruzione di sedi diplomatiche americane in tutto il mondo. La misura, che non sospende i lavori ma affianca all’azienda un amministratore giudiziario, è stata eseguita dai Carabinieri del Nil nell’ambito della stessa indagine.
Il cantiere è tra i più rilevanti oggi aperti a Milano: la nuova sede diplomatica statunitense sorge su un’area di circa 40mila metri quadrati, per un investimento stimato in oltre 300 milioni di dollari, con ultimazione prevista nel 2028.
Il paradosso di piazzale Accursio
Resta sullo sfondo una contraddizione difficile da ignorare. La sede di uno dei governi che più frequentemente invoca il rispetto dei diritti dei lavoratori come valore esportabile starebbe sorgendo, secondo l’accusa, grazie a un sistema di sfruttamento sistematico di manodopera straniera in condizioni di grave vulnerabilità. Come e per quanto tempo questo sia stato possibile senza che i meccanismi di controllo sugli appalti intercettassero le anomalie è una delle domande a cui l’inchiesta di Storari e Clerici dovrà dare risposta.