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Caporalato nella moda, indagato Andrea Dini: nel mirino la produzione legata a Paul&Shark

Coinvolto Andrea Dini, il cognato di Attilio Fontana. Sotto controllo giudiziario due aziende.

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Nuove ombre sul comparto moda con un’indagine avviata dalla Procura di Milano che coinvolge Andrea Dini, imprenditore e parente del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Insieme ad altre cinque persone, Dini è al centro di accertamenti su presunti casi di sfruttamento della manodopera nella filiera produttiva legata al marchio Paul&Shark.

Disposto il controllo giudiziario per due aziende

I magistrati Paolo Storari e Daniela Bartolucci hanno richiesto il controllo giudiziario urgente per la società Dama Spa, attiva nella produzione di abbigliamento e riconducibile alla famiglia Dini. Lo stesso provvedimento è stato adottato anche nei confronti della Alberto Aspesi. La misura, eseguita dalla Guardia di Finanza, dovrà ora essere valutata da un giudice per le indagini preliminari entro i tempi previsti dalla legge.

Le accuse: turni massacranti e lavoro continuo

Al centro delle indagini ci sarebbero presunte condizioni di lavoro estremamente gravose, con operai impiegati per lunghe giornate senza interruzioni settimanali. Secondo quanto emerge, i lavoratori – in gran parte di origine cinese e in condizioni di vulnerabilità economica – sarebbero stati impiegati con ritmi intensi nella produzione di capi destinati al mercato. Un quadro che, se confermato, configurerebbe un sistema organizzato di sfruttamento della manodopera.

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