Carcere Beccaria di Milano: 64 detenuti su 53 posti, il 70% sono minori stranieri non accompagnati
Milano – All’interno dell’Istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano si lavora quotidianamente per favorire il reinserimento dei giovani detenuti, ma il sovraffollamento resta una criticità importante. Attualmente, sono 64 i ragazzi presenti a fronte di una capienza ufficiale di 53 posti. In passato, prima della recente riapertura di una sezione danneggiata, si erano raggiunti […]
Milano – All’interno dell’Istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano si lavora quotidianamente per favorire il reinserimento dei giovani detenuti, ma il sovraffollamento resta una criticità importante. Attualmente, sono 64 i ragazzi presenti a fronte di una capienza ufficiale di 53 posti. In passato, prima della recente riapertura di una sezione danneggiata, si erano raggiunti anche picchi di 78 presenze su appena 42 posti disponibili.
MSNA e contesto di marginalità sociale: alfabetizzazione come primo obiettivo
La direttrice reggente dell’Ufficio esecuzione penale esterna (UEPE), Teresa Mazzotta, ha evidenziato in un’audizione al Consiglio regionale della Lombardia che 44 dei detenuti sono minori stranieri non accompagnati (MSNA), molti dei quali provenienti da situazioni di forte disagio sociale. “Alcuni non hanno mai avuto accesso all’istruzione primaria – ha spiegato – per questo è fondamentale partire dall’alfabetizzazione, ancor prima della scuola secondaria”.
Dipendenze giovanili in aumento: farmaci e sostanze sotto controllo medico
Un’emergenza crescente riguarda le dipendenze multiple: i giovani detenuti manifestano sempre più spesso un uso combinato di benzodiazepine, alcol e altre sostanze psicoattive. Mazzotta ha sottolineato come la struttura abbia rafforzato l’area sanitaria per monitorare i casi e bloccare l’accesso a qualsiasi farmaco non strettamente necessario. “Abbiamo adottato un protocollo chiaro: nessun principio attivo viene somministrato se non strettamente prescritto. E i ragazzi ne vengono informati apertamente”, ha detto.
FAMI e supporto educativo: più adulti di riferimento nelle ore critiche
Grazie ai fondi del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), l’istituto ha potenziato la presenza educativa, in particolare nelle ore serali, quando si riscontra un aumento dei comportamenti autolesionistici. L’obiettivo è garantire la presenza costante di un adulto che diventi punto di riferimento, creando così relazioni stabili e riducendo situazioni di crisi.
Ordine interno in miglioramento: meno disordini e danneggiamenti
Sul fronte della sicurezza, si registrano segnali positivi. La ristrutturazione di cinque sezioni su sette ha contribuito a una maggiore stabilità interna. Sono diminuiti gli episodi di vandalismo e i momenti di tensione collettiva, anche grazie a una migliore organizzazione quotidiana e alla stabilizzazione del personale educativo e sanitario.
Integrazione religiosa: proposta di inserimento di un imam al Beccaria
La popolazione detenuta è oggi composta quasi interamente da giovani di origine straniera e di fede islamica, compresi molti italiani di seconda generazione. Mazzotta ha confermato che, in collaborazione con il Tribunale per i Minorenni, è stata avanzata la richiesta ufficiale di un imam all’interno dell’istituto. L’obiettivo è garantire un supporto spirituale pluralista, affiancando il percorso religioso cristiano già attivo con una proposta adatta ai nuovi profili presenti.
Percorsi di reinserimento: giovani trasferiti in strutture per adulti
Alcuni detenuti hanno intrapreso percorsi di trasferimento volontario in comunità per giovani adulti, come nel caso di un piccolo gruppo accolto a Bologna. “Hanno espresso il desiderio di mettersi alla prova in un contesto diverso – ha raccontato la direttrice – e siamo stati al loro fianco in questa scelta”.