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Caritas Ambrosiana, quasi 45mila persone aiutate nel 2025: i numeri del bilancio sociale

Quasi 45mila beneficiari, 84 progetti internazionali in 44 paesi, 19mila donazioni raccolte e un bilancio che ha chiuso vicino ai 20 milioni di euro. Sono alcune delle cifre che compongono il Bilancio sociale 2025 di Caritas Ambrosiana e degli altri soggetti del suo sistema, presentato entro il 30 giugno nel rispetto delle norme sul terzo […]

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Quasi 45mila beneficiari, 84 progetti internazionali in 44 paesi, 19mila donazioni raccolte e un bilancio che ha chiuso vicino ai 20 milioni di euro. Sono alcune delle cifre che compongono il Bilancio sociale 2025 di Caritas Ambrosiana e degli altri soggetti del suo sistema, presentato entro il 30 giugno nel rispetto delle norme sul terzo settore. Dietro ai numeri, scrivono i responsabili dell’organismo, ci sono volti, percorsi di vita, storie di fragilità e di riconquista della dignità.

Caritas Ambrosiana: radicamento, servizi e solidarietà internazionale

Il consuntivo 2025 di Caritas Ambrosiana ha pareggiato a quasi 20 milioni di euro, con costi di funzionamento inferiori al 14%. Sul territorio, i referenti dell’organismo sono presenti in 901 delle 1.105 parrocchie della Diocesi di Milano, distribuite in tutte e sette le Zone pastorali.

Le quasi 45mila persone raggiunte si suddividono tra i 15.727 utenti intercettati dai Centri di ascolto territoriali monitorati dall’Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse, i 2.654 incontrati dalle Aree di bisogno e i 26.302 seguiti dai Servizi diocesani, dedicati a persone senza dimora, famiglie, immigrati, donne e vittime di violenza e tratta.

Sul fronte della formazione, il 2025 ha registrato 16.700 presenze in 181 seminari e incontri, 166 appuntamenti nell’ambito di 50 percorsi strutturati e 18 convegni. Lo Sportello di orientamento al volontariato ha formato 185 nuovi volontari, inseriti anche in organizzazioni partner, con proposte rivolte a scuole, università, aziende e contesti di emergenza. La proiezione internazionale si è tradotta in 84 progetti sostenuti in 44 paesi, per una spesa complessiva di quasi 2,5 milioni di euro. Le donazioni raccolte nell’anno sono state 19.133, per un valore di circa 7,2 milioni di euro, provenienti da 8.770 offerenti.

Il Consorzio Farsi Prossimo: 300mila utenti e 86,9 milioni di produzione

Nato quasi trent’anni fa da un’intuizione di Caritas Ambrosiana, il Consorzio Farsi Prossimo è oggi una delle principali reti della cooperazione sociale lombarda. Aggrega 12 cooperative attive nelle province di Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco e Varese, di cui sei di tipo A (servizi socio-sanitari ed educativi), quattro di tipo B (inserimento lavorativo di persone svantaggiate) e due miste.

A fine 2025 le cooperative consorziate contavano 1.133 soci e 2.221 lavoratori, circa 200 dei quali in condizione di svantaggio sociale riconosciuto per legge o di altra fragilità. I servizi e le unità d’offerta gestite erano 413, per oltre 300mila utenti raggiunti nel corso dell’anno. Il valore complessivo della produzione del sistema cooperativo ha raggiunto 86,9 milioni di euro, con un patrimonio di 23,2 milioni.

Casa della Carità: 6.386 persone aiutate, tra ospitalità e cultura

La Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani” ha assistito nel 2025 complessivamente 6.386 persone, di cui 5.486 adulti e 900 minori. Di queste, 481 sono state ospitate nella sede di via Brambilla e nelle altre strutture cittadine, con percorsi personalizzati verso l’autonomia. I servizi diurni, che comprendono centro di ascolto, docce e guardaroba, sportello legale e centro per anziani, hanno accolto 4.371 persone tra senza fissa dimora, migranti, anziani soli e persone con fragilità psichica.

Sul territorio, in particolare nelle periferie e nei contesti più marginali del capoluogo, sono state seguite 1.673 persone attraverso attività sociali e aggregative. La Fondazione ha anche una vocazione culturale e formativa: nel 2025 ha organizzato 70 iniziative, con 3.974 partecipanti, per circa due terzi giovani e adulti e per un terzo bambini delle scuole del Municipio 2.

Fondazione San Bernardino: 334 persone assistite contro il sovraindebitamento

La Fondazione San Bernardino, promossa da diocesi e Caritas lombarde per contrastare l’usura e prevenire situazioni di sovraindebitamento, ha incontrato e assistito 334 persone nel corso del 2025. Ha deliberato erogazioni in 56 casi, per un importo complessivo di quasi 880mila euro, destinato a risanare situazioni di forte indebitamento. Le escussioni praticate sono state cinque, per un totale di poco più di 8mila euro. Dal 2025 San Bernardino partecipa al progetto nazionale per il microcredito “Mi fido di Noi”, promosso da Cei, Caritas Italiana e Consulta nazionale antiusura in partnership con Banca Etica.

Fondazione San Carlo: ospitalità, alloggi e formazione professionale

La Fondazione San Carlo ha sviluppato nel 2025 le tre aree di attività che ne definiscono il profilo. Sul versante dell’ospitalità, le residenze milanesi di Casa Fatima e Pensionato Belloni hanno accolto 1.185 persone per motivi di studio, lavoro o cure mediche, con un raddoppio dei pazienti sanitari ospitati a Casa Fatima, saliti a 517.

L’area abitativa ha gestito oltre 350 alloggi nelle zone periferiche della città, in cui nel 2025 hanno vissuto 320 nuclei familiari in situazione di fragilità, nell’ambito di diversi progetti. Nel corso dell’anno è stata avviata anche la gestione di appartamenti per conto del Fondo Schuster, iniziativa promossa da Diocesi e Caritas.

La formazione professionale ha registrato una crescita del 20% degli utenti: sono state erogate 3.010 ore di formazione in decine di corsi, per 1.202 persone formate. I servizi per il lavoro hanno coinvolto 411 utenti, con 344 nuovi tirocini avviati e 46 prorogati.

Lo sguardo al futuro: da erogatori di assistenza a “lievito di comunità”

I codirettori di Caritas Ambrosiana, Erica Tossani e don Paolo Selmi, leggono i dati in un quadro più ampio. Il sistema Caritas, spiegano, si propone alle comunità ambrosiane integrando un welfare pubblico “strutturato ma sovente in affanno”, sopperendo talvolta alle sue carenze economiche e a scelte politiche non sempre “attente, coraggiose e lungimiranti”.

La continuità dell’impegno è fuori discussione, ma non va confusa con la ripetitività. I due direttori indicano due direzioni prioritarie per il futuro: non limitarsi a erogare assistenza ma diventare “lievito di comunità responsabili”, capaci di farsi carico delle povertà contemporanee; e potenziare il lavoro di advocacy, cioè costruire una consapevolezza informata sulle cause strutturali delle povertà e mobilitare gli attori politici e sociali chiamati, per Costituzione, a rimuoverle.

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