Caro materiali in Lombardia: oltre 1.500 cantieri a rischio stop per oltre 11 miliardi di euro
In Lombardia 1.509 cantieri pubblici rischiano ritardi o blocchi per il caro materiali. ANCE lancia l’allarme: servono fondi per 2025 e 2026.
Il caro materiali torna a pesare sul settore delle costruzioni e, in Lombardia, la situazione è ormai critica. ANCE Lombardia lancia un appello urgente al governo: senza nuovi fondi e senza la proroga della misura di compensazione, molti lavori pubblici potrebbero fermarsi già nei prossimi mesi.
1.509 cantieri senza adeguamento dei prezzi
Secondo i dati CNCE_Edilconnect, sono 1.509 i cantieri attualmente aperti in Lombardia che non dispongono di meccanismi di adeguamento dei prezzi. Il valore complessivo delle opere coinvolte è enorme: 11,106 miliardi di euro. Tra questi: 481 cantieri fanno parte del PNRR. Valore totale dei progetti a rischio: 5,714 miliardi di euro Si tratta di opere strategiche che rischiano rallentamenti, sospensioni o interruzioni se non arriveranno risorse tempestive.
Il caro materiali non si ferma: aumenti fino al 65%
Nonostante un apparente rallentamento dell’inflazione, i costi per realizzare opere pubbliche restano molto più elevati rispetto ai prezzari utilizzati nelle gare. Secondo i dati ISTAT, i costi di realizzazione delle opere sono cresciuti in media del 30% rispetto alle previsioni di gara.
I materiali più colpiti registrano rincari ancora pesanti:
- Acciaio: +30%
- Bitume: +49%
- Rame: +65%
Prezzi che restano stabilmente ben oltre i livelli pre-Covid, mettendo le imprese nella condizione di dover anticipare liquidità non più sostenibile.
ANCE Lombardia: “Senza fondi il sistema rischia la paralisi”
A denunciare il problema è John Bertazzi, presidente di ANCE Lombardia, che segnala come la mancanza di ristori stia mettendo a rischio la tenuta dell’intero comparto. “Senza rifinanziamenti adeguati e senza una proroga al 2026 – spiega Bertazzi – sarà impossibile garantire la continuità dei lavori. Le imprese stanno anticipando risorse ingenti, ma questa situazione non è più sostenibile.”
Il rischio reale è quello di un blocco della filiera edilizia, con pesanti conseguenze anche sugli obiettivi del PNRR, che deve rispettare scadenze stringenti per la realizzazione delle opere finanziate.