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Casa, Caritas lancia l’allarme: in Lombardia vivere in affitto costa quasi metà dello stipendio

In Lombardia sempre più famiglie spendono oltre il 40% del reddito per l’affitto. Caritas lancia l’allarme e chiede più mediazione e alloggi sostenibili.

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In Lombardia il diritto ad abitare dignitosamente è diventato un nodo cruciale per migliaia di persone. Lo conferma il nuovo rapporto Caritas “Dare casa alla speranza”, presentato a Milano nel corso della Giornata mondiale contro la povertà. Secondo i dati raccolti dai centri Caritas delle dieci diocesi lombarde, oltre 34 mila persone si sono rivolte ai servizi nel 2023, con un aumento dei casi di disagio abitativo, in particolare tra stranieri (66%) e donne (54%).

Affitti insostenibili e precarietà abitativa

Il rapporto mette in luce un dato preoccupante: il 42% delle famiglie in affitto spende più del 40% del proprio reddito per la casa, ben oltre la soglia di sostenibilità fissata al 30%.
Molti degli intervistati vivono in case piccole, spesso degradate, con problemi di umidità, impianti obsoleti o sovraffollamento. Nonostante ciò, molti inquilini evitano di segnalare i disagi per paura di perdere l’alloggio.

Famiglie monoreddito e lavoratori poveri

L’indagine condotta dall’Osservatorio regionale sulle povertà su 97 famiglie in affitto mostra una realtà allarmante: la maggior parte vive con un solo reddito, spesso precario e insufficiente. Persino chi lavora non riesce più a sostenere i costi della casa. “Il reddito da lavoro – si legge nel rapporto – non basta più per garantire condizioni di vita serene”.

Case popolari inaccessibili e contratti fragili

Le case popolari restano un miraggio: molti vengono esclusi per ISEE troppo basso o troppo alto, o rifiutano alloggi ritenuti inadeguati o insicuri. Nel mercato privato, invece, prevalgono contratti a canone libero, spesso senza tutele reali per gli affittuari. Non mancano situazioni di morosità, sfratti e discriminazioni, soprattutto verso cittadini stranieri.

Il ruolo della Caritas: sostegno, mediazione e speranza

Dalle bollette all’affitto, la Caritas si conferma un punto di riferimento per migliaia di famiglie in difficoltà, fornendo supporto economico e accompagnamento sociale. Durante il convegno, l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini ha richiamato le istituzioni: “Serve più responsabilità e meno egoismo: il diritto alla casa è un dovere collettivo”.

Proposte: “Muovere gli immobili” e rafforzare la mediazione

Tra le proposte lanciate da don Roberto Trussardi, delegato regionale Caritas, spiccano due linee d’azione:

  • Rafforzare la mediazione abitativa, affidandola a figure qualificate in grado di prevenire morosità e conflitti tra inquilini e proprietari.
  • “Muovere gli immobili”, ovvero recuperare alloggi inutilizzati e degradati, pubblici o privati, da destinare a affitti sostenibili per famiglie fragili.

Verso un nuovo modello di abitare

La Caritas propone un approccio “housing first”: mettere la casa al centro dei percorsi di inclusione e autonomia, in collaborazione con enti locali, privato sociale e cittadini. “Serve una politica abitativa stabile, equa e condivisa – ha concluso don Trussardi –. Muovere le case, ma anche le coscienze”.

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