Case della Comunità in Lombardia: il piano per farle funzionare davvero unendo sanità e sociale
A Milano proposte concrete per migliorare le Case della Comunità: più integrazione tra sociale e sanitario, governance chiara e servizi più vicini ai cittadini.
Milano rilancia il tema della sanità di prossimità con un obiettivo preciso: rendere le Case della Comunità strumenti davvero efficaci per i cittadini. È questo il cuore del workshop promosso da ANCI Lombardia insieme all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, che ha messo attorno allo stesso tavolo amministratori, operatori sanitari e realtà del territorio. L’incontro nasce con una missione chiara: trasformare in azioni concrete i principi del Decreto ministeriale 77, che punta a una sanità più vicina alle persone, integrata e meno centrata sugli ospedali.
Dalla teoria alla pratica: cosa non funziona ancora
Il confronto arriva dopo un percorso iniziato nel 2025, che ha coinvolto oltre cento partecipanti tra istituzioni, professionisti e cittadini. Sei laboratori tematici hanno fatto emergere un quadro realistico: le Case della Comunità esistono, ma non ovunque funzionano allo stesso modo.
Le criticità riguardano soprattutto il coordinamento tra servizi, la gestione dei pazienti più fragili e la capacità di costruire una vera rete territoriale. È da qui che partono le proposte, pensate per rendere queste strutture un punto di riferimento stabile e riconoscibile.
Le leve per far funzionare il sistema
Il lavoro condiviso individua alcune direttrici decisive. Al centro c’è una migliore organizzazione del territorio, suddiviso in aree più chiare e gestibili. Fondamentale anche una governance più solida, con il Distretto a fare da regia e le Case della Comunità come snodo operativo.
Altro nodo cruciale è quello delle équipe: servono gruppi di lavoro stabili e realmente integrati tra sociale e sanitario. Accanto a questo, il rafforzamento del Punto Unico di Accesso diventa essenziale per semplificare l’ingresso dei cittadini nei servizi.
Non meno importante la continuità della presa in carico, soprattutto per le persone più fragili, insieme a una maggiore condivisione dei dati e a strumenti di monitoraggio più semplici ma efficaci. Sullo sfondo, formazione continua e coinvolgimento attivo di cittadini e Terzo Settore.
Remuzzi: “Servono soluzioni, non solo analisi”
Il direttore dell’Istituto Mario Negri, Giuseppe Remuzzi, sottolinea un cambio di passo: meno diagnosi dei problemi e più soluzioni operative. L’esperienza dimostra che, dove le Case della Comunità funzionano, il modello è replicabile. Il punto, quindi, non è inventare qualcosa di nuovo, ma far funzionare meglio ciò che già esiste, partendo da indicazioni concrete e immediatamente applicabili.
Guerra: “Luoghi di relazione, non solo di cura”
Per ANCI Lombardia, il tema è anche culturale. Il presidente Mauro Guerra evidenzia come queste strutture debbano diventare spazi di relazione, capaci di rispondere non solo alle emergenze sanitarie ma anche ai bisogni sociali.