Caso Alessia Pifferi: nuova perizia psichiatrica per la 38enne condannata all’ergastolo per la morte della figlia
Milano – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha deciso di avviare una nuova perizia psichiatrica per Alessia Pifferi, la 38enne condannata all’ergastolo per la morte della figlia Diana. La decisione arriva dopo una revisione del compendio probatorio, ritenuto incompleto e lacunoso. La nuova perizia psichiatrica sarà condotta da esperti scelti dalle parti, con l’udienza […]
Milano – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha deciso di avviare una nuova perizia psichiatrica per Alessia Pifferi, la 38enne condannata all’ergastolo per la morte della figlia Diana. La decisione arriva dopo una revisione del compendio probatorio, ritenuto incompleto e lacunoso. La nuova perizia psichiatrica sarà condotta da esperti scelti dalle parti, con l’udienza fissata per il 28 febbraio prossimo.
Motivazioni della Corte d’Appello
I giudici d’Appello hanno motivato la loro decisione sottolineando le contraddizioni nel materiale probatorio. Il compendio esaminato, infatti, presenta discrepanze tra le relazioni delle psicologhe del carcere di San Vittore, la consulenza della difesa e la perizia del pubblico ministero. Questi contrasti, tra cui un quoziente intellettivo molto basso e un possibile disturbo cognitivo, suggeriscono la necessità di una rivalutazione approfondita della capacità mentale dell’imputata. In particolare, la Corte ha evidenziato come “test somministrati o somministrabili potrebbero avere un ruolo rilevante sull’imputabilità o sulla condotta dell’imputata”.
La difesa di Alessia Pifferi: richiesta una nuova perizia
La difesa di Alessia Pifferi, che aveva richiesto con forza una nuova perizia, ha ottenuto una prima vittoria. L’avvocato ha insistito affinché vengano somministrati nuovi test psicologici, come il WAIS, e che vengano effettuati ulteriori controlli medici. “Alessia Pifferi va rivalutata da un altro psichiatra. La sua condizione merita un’analisi approfondita”, ha dichiarato l’avvocato, che ha ottenuto il successo della sua richiesta in aula.
Le parole della difesa: disturbo cognitivo o colpevolezza?
Nel corso dell’udienza, l’avvocato della difesa ha dichiarato: “Non è pazza, ma ha un disturbo cognitivo che potrebbe aver determinato la morte di Diana. Se fossi la famiglia, vorrei sapere se ho una sorella o una figlia assassina o se si tratta solo di una donna con problemi”. Un’affermazione che ha alimentato il dibattito sulla responsabilità di Alessia Pifferi nella tragedia che ha colpito la sua famiglia.
La reazione della pubblica accusa e della famiglia
La pubblica accusa, rappresentata dall’avvocato generale Lucilla Tontodonati, si è opposta alla richiesta di una nuova perizia, ritenendo che non vi fossero elementi sufficienti per mettere in discussione la capacità mentale di Alessia Pifferi. La sorella di Alessia, Viviana, ha anche espresso scetticismo, ritenendo che la nuova perizia sia solo una mossa difensiva. Nonostante ciò, il processo è stato riaperto, e si attende l’esito della nuova valutazione psichiatrica, che potrebbe portare a un cambiamento significativo nel caso.
Prossimi passi
Il prossimo 28 febbraio, la Corte d’Appello ascolterà i periti scelti dalle parti, che giureranno di eseguire una nuova perizia psichiatrica. Questo segnerà una fase cruciale nel caso di Alessia Pifferi, con la speranza che il risultato della nuova valutazione possa chiarire in modo definitivo la sua capacità di intendere e volere, gettando luce sulle circostanze che hanno portato alla morte della piccola Diana.