Caso Equalize: la Procura di Milano chiede i domiciliari per Enrico Pazzali
Pm insistono sulle misure cautelari per 11 indagati, revocata la richiesta di carcere per tre esperti informatici Milano – La Procura di Milano torna a chiedere gli arresti domiciliari per Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano, coinvolto nel cosiddetto caso Equalize. Durante l’udienza davanti ai giudici del Tribunale del Riesame, i pm Francesco […]
Pm insistono sulle misure cautelari per 11 indagati, revocata la richiesta di carcere per tre esperti informatici
Milano – La Procura di Milano torna a chiedere gli arresti domiciliari per Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano, coinvolto nel cosiddetto caso Equalize. Durante l’udienza davanti ai giudici del Tribunale del Riesame, i pm Francesco De Tommasi e Antonello Ardituro hanno ribadito la necessità di applicare misure cautelari – tra carcere e domiciliari – per 11 indagati, in seguito alla decisione del gip dello scorso ottobre che aveva parzialmente respinto alcune richieste.
Pazzali accusato di aver orchestrato i dossieraggi illegali
Secondo gli inquirenti, Pazzali sarebbe stato il principale ideatore della presunta rete di dossieraggi illeciti, sfruttata per ottenere vantaggi personali e influenzare ambiti economici e politici. Inoltre, avrebbe potuto contare su solidi contatti istituzionali e nelle forze dell’ordine. La Procura evidenzia il rischio concreto che l’ex presidente della Fondazione Fiera possa accedere a informazioni riservate sulle indagini, grazie ai presunti legami con esperti informatici in grado di infiltrarsi in chat e mail investigative.
Le richieste di misure cautelari: carcere per alcuni, domiciliari per altri
Oltre a Pazzali, la Procura ha avanzato nuove richieste di arresto domiciliare per Gabriele Pegoraro e Daniele Sirtori, entrambi sotto inchiesta. Per altri indagati, tra cui Giuliano Schiano, Daniele Rovini, Marco Malerba, Samuele Abbadessa, Mattia Coffetti, Vincenzo De Marzio, Lorenzo Sbraccia, Luca Cavicchi e Lorenzo Di Iulio, è stata invece confermata la richiesta di custodia cautelare in carcere.
Revocata la richiesta di carcere per tre esperti informatici
Unica eccezione riguarda Nunzio Samuele Calamucci, Massimiliano Camponovo e Giulio Cornelli, specialisti IT che, grazie alla loro collaborazione con gli inquirenti, hanno evitato il carcere. La Procura ha deciso di non insistere sulla detenzione, limitandosi a confermare gli arresti domiciliari già in atto.
L’udienza davanti ai giudici Savoia, Nosenzo e Ambrosino prosegue, mentre si attendono le decisioni del Tribunale del Riesame sulle richieste avanzate dai pm.