Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Caso Gintoneria, Lacerenza e Nobile patteggiano: beni confiscati per 900mila euro, champagne all’asta

Patteggiamento per Davide Lacerenza e Stefania Nobile nel caso Gintoneria. Confiscati beni di lusso per 900mila euro.

Di –

Si chiude uno dei casi più discussi della movida milanese. Davide Lacerenza e Stefania Nobile, ex compagna e figlia di Wanna Marchi, hanno patteggiato le pene nell’ambito dell’inchiesta sul giro di droga e prostituzione che avrebbe coinvolto i locali Gintoneria e La Malmaison.

La giudice Marta Pollicino, del Tribunale di Milano, ha ratificato l’accordo con la Procura: 4 anni e 8 mesi di reclusione per Lacerenza e 3 anni per Nobile. Contestualmente è stata disposta la confisca di beni per oltre 900mila euro, tra cui bottiglie di champagne di pregio, arredi e conti correnti. Tutto finirà all’asta pubblica.

L’ex re della notte verso il reinserimento: “Riparte da zero”

Secondo il legale Liborio Cataliotti, la sentenza “azzera completamente le proprietà di Davide Lacerenza”, ma apre la strada a un percorso di recupero personale. L’imprenditore potrà chiedere l’affidamento ai servizi sociali e un programma di disintossicazione presso una comunità.

“Lacerenza riparte da zero – spiega l’avvocato – ma potrà riscattarsi lavorando e rispettando le regole. Se seguirà il percorso indicato, potrà ottenere una seconda possibilità dal Tribunale di Sorveglianza”.

Stefania Nobile ai lavori socialmente utili

Per Stefania Nobile, che non era accusata di spaccio ma di gestione amministrativa dei locali, la pena di tre anni sarà convertita in lavori di pubblica utilità. Già nei mesi scorsi, la donna aveva scelto di collaborare con gli inquirenti, chiedendo di essere interrogata per chiarire la propria posizione.

Il “sistema Gintoneria”: lusso, escort e droga

Secondo il Tribunale del Riesame, l’attività dei locali Gintoneria e La Malmaison andava ben oltre l’intrattenimento notturno. L’indagine ha rivelato un presunto “pacchetto esclusivo” offerto alla clientela, fatto di champagne, escort e cocaina, con l’obiettivo di garantire serate “senza limiti” ai clienti più facoltosi.

Le testimonianze parlano di spese folli: un habitué avrebbe versato quasi un milione di euro in tre anni per partecipare a eventi e feste private.

Champagne e arredi di lusso all’asta: il valore supera 900mila euro

La Procura ha delegato la vendita dei beni confiscati, tra cui centinaia di bottiglie di champagne e liquori di pregio, oltre a arredi di design provenienti dai locali. L’asta, che si preannuncia molto seguita, servirà a coprire la cifra di 900mila euro stabilita dalla confisca.

Se il valore totale dovesse risultare superiore, la differenza sarà restituita a Lacerenza per permettergli di “ricostruirsi una vita dignitosa e pagare i debiti”, ha spiegato il legale. L’avvocato Cataliotti ha definito la decisione “un punto di equilibrio”: nessun trionfo, ma la possibilità per entrambi gli imputati di voltare pagina.

Condividi questo articolo

Altre notizie