Caso Gintoneria, Lacerenza e Nobile verso il patteggiamento: pene ridotte e risarcimento in alcolici di lusso
Proposta alla Procura: pena detentiva e risarcimento in alcolici di lusso Milano – Potrebbe concludersi con un accordo di patteggiamento l’inchiesta sulla gestione dei noti locali notturni milanesi “Gintoneria” e “La Malmaison”, che vede coinvolti Davide Lacerenza e Stefania Nobile. I due, arrestati lo scorso marzo, hanno avanzato una proposta alla Procura che prevede pene […]
Proposta alla Procura: pena detentiva e risarcimento in alcolici di lusso
Milano – Potrebbe concludersi con un accordo di patteggiamento l’inchiesta sulla gestione dei noti locali notturni milanesi “Gintoneria” e “La Malmaison”, che vede coinvolti Davide Lacerenza e Stefania Nobile. I due, arrestati lo scorso marzo, hanno avanzato una proposta alla Procura che prevede pene detentive e un risarcimento in bottiglie di alcolici di pregio, tra cui champagne e distillati di alto valore, per una cifra complessiva stimata in centinaia di migliaia di euro.
La richiesta, attualmente al vaglio della giudice per le indagini preliminari Marta Pollicino, prevede 4 anni e 8 mesi per Lacerenza e 3 anni per Nobile. La decisione definitiva è attesa nell’udienza fissata per il 10 settembre 2025.
Le accuse: droga, prostituzione e contabilità irregolare
Le contestazioni mosse dagli inquirenti comprendono, per Lacerenza, i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento della prostituzione e sfruttamento. Stefania Nobile, invece, risulterebbe coinvolta per presunte irregolarità contabili e amministrative, ma non è indagata per reati legati agli stupefacenti.
Dopo l’arresto del 4 marzo, entrambi erano finiti ai domiciliari. Per Nobile, la misura cautelare è stata revocata a fine giugno, dopo oltre tre mesi di restrizione, grazie a un provvedimento della giudice Alessandra Di Fazio.
Percorsi alternativi alla detenzione: possibili misure alternative per Lacerenza
In caso di accoglimento del patteggiamento, Lacerenza potrebbe chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali, considerato il tempo già scontato agli arresti domiciliari. La pena residua scenderebbe infatti sotto la soglia dei quattro anni, rendendo possibile l’accesso alle misure alternative alla detenzione. Per Nobile, con una condanna a tre anni, si profilerebbe invece l’opzione dei lavori di pubblica utilità.
Nobile collabora con la Procura: interrogatorio volontario ad aprile
La posizione di Stefania Nobile, già nota per precedenti giudiziari legati al caso Wanna Marchi, si distingue per un atteggiamento collaborativo: il 17 aprile scorso ha accettato di farsi interrogare dalla pm Francesca Crupi e dagli investigatori della Guardia di Finanza. Questo passo, unito alla proposta di patteggiamento e all’offerta risarcitoria, segna una svolta strategica nella linea difensiva, con l’obiettivo di chiudere il procedimento in via negoziata.
Attesa per la decisione del tribunale a settembre
L’ultima parola spetta ora alla giudice Pollicino, che dovrà valutare la congruità delle pene e del risarcimento rispetto alla gravità delle accuse. Se accettato, l’accordo segnerebbe la conclusione anticipata del procedimento penale, evitando il processo ordinario e aprendo la strada alla rieducazione tramite misure alternative.