Caso mascherine: il processo a Irene Pivetti si sposta a Milano
La decisione della Cassazione sulla competenza territoriale Milano – La Corte di Cassazione ha stabilito che il processo a carico di Irene Pivetti e altri imputati si svolgerà a Milano. La decisione è arrivata dopo l’udienza camerale del 1° aprile, con la Seconda sezione penale che ha riconosciuto la competenza del Tribunale di Milano e […]
La decisione della Cassazione sulla competenza territoriale
Milano – La Corte di Cassazione ha stabilito che il processo a carico di Irene Pivetti e altri imputati si svolgerà a Milano. La decisione è arrivata dopo l’udienza camerale del 1° aprile, con la Seconda sezione penale che ha riconosciuto la competenza del Tribunale di Milano e ha ordinato il trasferimento degli atti.
Lo scorso 19 dicembre, il Tribunale di Busto Arsizio aveva sollevato dubbi sulla competenza territoriale, rinviando la decisione agli organi superiori. Ora il caso passa ufficialmente alla magistratura milanese.
Le accuse: frode e riciclaggio nella fornitura di mascherine
Il processo coinvolge Irene Pivetti, sua figlia, il genero, l’imprenditore Luciano Mega e altri soggetti, accusati a vario titolo di frode in forniture pubbliche, bancarotta, appropriazione indebita, riciclaggio e auto-riciclaggio.
L’indagine riguarda una compravendita di mascherine dalla Cina per un valore complessivo di 35 milioni di euro, avvenuta durante l’emergenza Covid. Tuttavia, secondo l’accusa, sarebbero stati effettivamente consegnati dispositivi di protezione per un valore di soli 10 milioni di euro, con prodotti di qualità scadente, privi delle certificazioni adeguate e con marchio CE falsificato.
La difesa di Irene Pivetti
L’ex presidente della Camera ha respinto con forza le accuse, definendo l’intera vicenda “un guazzabuglio di imputazioni” e dichiarando la sua totale estraneità ai fatti.
“Voglio affrontare il processo per dimostrare la mia innocenza”, ha affermato Pivetti. “Certo, ci sono stati danni a livello imprenditoriale, ma sono determinata a cancellare il fango che ci è stato gettato addosso”.