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Caso Pifferi: la difesa punta sul vizio parziale di mente. Nuova udienza il 22 ottobre

In Appello a Milano il consulente sostiene la tesi del vizio parziale di mente. Sentenza attesa a novembre

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Durante l’udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, il consulente della difesa Pietro Pietrini ha sostenuto che Alessia Pifferi presenterebbe un vizio parziale di mente. Secondo lo specialista, l’imputata “non era in grado di valutare pienamente le conseguenze delle proprie azioni” e il quoziente intellettivo di 64 confermerebbe un funzionamento cognitivo deficitario.

Un’infanzia segnata dalla trascuratezza

Il consulente ha anche ricostruito la storia personale della donna, descrivendo una crescita segnata da trascuratezza e mancanza di sostegno familiare. Elementi che, secondo la difesa, avrebbero inciso sullo sviluppo psicologico e sulle capacità di giudizio dell’imputata.

Le tesi opposte della parte civile

Una linea diametralmente opposta è stata presentata dai consulenti della parte civile, tra cui la criminologa Roberta Bruzzone e lo psichiatra Alberto Caputo. Nella loro relazione sottolineano che la donna sarebbe pienamente capace di intendere e di volere, senza segni di disturbi psichiatrici gravi, allucinazioni o deliri. Al contrario, secondo gli esperti, la Pifferi avrebbe agito con mente lucida e capacità di pianificazione, orientata sempre e solo ai propri interessi.

Le prossime tappe del processo

La prossima udienza è fissata per il 22 ottobre, quando la discussione proseguirà in aula. La Procura generale ha già chiesto la conferma dell’ergastolo inflitto in primo grado. La possibile sentenza d’Appello è attesa il 5 novembre, in una vicenda che continua a suscitare forte dibattito nell’opinione pubblica.

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