Caso Ramy, la controperizia ribalta la versione della procura: “L’urto c’è stato”
Nuovi sviluppi nell’indagine sulla morte di Ramy Elgaml: secondo l’esperto della famiglia, il contatto tra scooter e auto dei carabinieri è avvenuto prima dell’incrocio fatale. Milano – Una nuova analisi tecnica potrebbe cambiare le carte in tavola nel caso della morte di Ramy Elgaml, il giovane deceduto il 24 novembre 2024 durante un inseguimento in […]
Nuovi sviluppi nell’indagine sulla morte di Ramy Elgaml: secondo l’esperto della famiglia, il contatto tra scooter e auto dei carabinieri è avvenuto prima dell’incrocio fatale.
Milano – Una nuova analisi tecnica potrebbe cambiare le carte in tavola nel caso della morte di Ramy Elgaml, il giovane deceduto il 24 novembre 2024 durante un inseguimento in scooter. Secondo la controperizia presentata da Matteo Villareggia, esperto incaricato dall’avvocato della famiglia del ragazzo, sarebbe avvenuto un “urto tangenziale” tra la vettura dei carabinieri e il motociclo pochi istanti prima dello schianto all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta.
Una conclusione che contrasta con quella della perizia disposta dalla procura, condotta da Marco Romaniello, secondo cui non ci sarebbe stato alcun contatto tra i mezzi. La nuova analisi è stata depositata agli atti ed evidenzia dettagli inediti che potrebbero influenzare l’andamento delle indagini.
Il momento dell’urto e la deviazione del motociclo
Le immagini delle telecamere di sorveglianza analizzate da Villareggia mostrano che l’incidente non sarebbe avvenuto in prossimità del semaforo, ma pochi metri prima, quando auto e scooter viaggiavano paralleli. Secondo il perito, il contatto sarebbe stato di lieve entità, sufficiente però a causare una variazione della traiettoria del motociclo verso sinistra.
Dalla relazione emerge che, dopo l’urto, il conducente dello scooter, Fares Bouzidi, avrebbe tentato di frenare, perdendo però il controllo del mezzo fino alla caduta fatale. La perizia sottolinea che, in assenza del contatto con l’auto, lo scooter avrebbe proseguito diritto attraverso l’incrocio, evitando l’impatto.
Dubbi sull’analisi del palo del semaforo
Un altro punto critico riguarda la mancata ispezione del palo del semaforo, accanto al quale è stato rinvenuto il corpo di Ramy. Secondo il consulente della famiglia, l’analisi di eventuali segni d’impatto sul palo avrebbe potuto fornire elementi cruciali sulla dinamica della caduta e sul possibile coinvolgimento dell’auto dei carabinieri. Tuttavia, il palo non è stato sequestrato ed è stato rimosso da Amsa prima che potessero essere effettuati accertamenti.
Il ruolo della velocità nell’incidente
La controperizia solleva inoltre interrogativi sulla velocità dell’auto dei carabinieri al momento dell’urto. La stima della procura la colloca a 28,5 km/h, ma secondo Villareggia un’analisi più approfondita, anche attraverso la valutazione del palo del semaforo, avrebbe potuto restituire un valore più preciso, con possibili implicazioni diverse sulla dinamica dell’incidente.
Le conseguenze sul caso giudiziario
L’analisi depositata potrebbe avere un impatto significativo sulle indagini e sulle eventuali responsabilità. Attualmente, Fares Bouzidi, sopravvissuto all’incidente, è imputato per concorso in omicidio stradale insieme al carabiniere alla guida dell’auto, oltre che per resistenza a pubblico ufficiale per la fuga. Per quest’ultimo reato ha scelto il rito abbreviato.