Caso Rogoredo, il SAP restituisce le donazioni dopo i nuovi sviluppi: “Fatti gravi, scelta necessaria”
Il SAP annuncia la restituzione dei fondi raccolti per il caso Rogoredo
Svolta nel caso legato agli episodi avvenuti nel boschetto di Rogoredo, a Milano. Il Sindacato Autonomo di Polizia ha annunciato la restituzione integrale delle somme donate da circa mille cittadini nell’ambito di una raccolta fondi avviata per sostenere le spese legali dell’agente Carmelo Cinturrino. La decisione arriva dopo l’emergere di nuovi elementi che hanno profondamente modificato la ricostruzione iniziale dei fatti.
Paoloni: “Scenario completamente diverso”
A spiegare le ragioni del passo indietro è stato il segretario generale del sindacato, Stefano Paoloni. Secondo quanto dichiarato, le informazioni più recenti delineano un quadro ben più grave rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento.
Il sostegno economico era stato attivato in buona fede, con l’intento di aiutare un collega ritenuto in difficoltà per motivi legati al servizio. Tuttavia, alla luce degli sviluppi, il sindacato ha ritenuto necessario rivedere completamente la propria posizione.
Restituzione totale ai donatori
Il SAP ha quindi deciso di rimborsare integralmente tutti coloro che avevano contribuito alla raccolta. Un gesto che vuole essere al tempo stesso un atto di responsabilità e un segnale di trasparenza verso i cittadini che avevano dimostrato solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine. Nel messaggio rivolto ai donatori, il sindacato ha espresso rammarico per l’accaduto, ringraziando comunque per il sostegno dimostrato in maniera disinteressata.
“Fatti gravi, ma non macchiano l’intera categoria”
Pur riconoscendo la gravità della vicenda, il sindacato ha sottolineato come episodi di questo tipo non possano mettere in discussione l’integrità e la professionalità della maggioranza degli operatori di polizia. Secondo Paoloni, quanto emerso rappresenta un caso isolato, mentre ogni giorno uomini e donne in divisa operano con dedizione e senso del dovere, spesso in condizioni difficili.
Il riferimento è agli eventi del 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, area già nota per situazioni complesse legate al degrado urbano. Le nuove informazioni emerse hanno acceso i riflettori sulla necessità di fare piena luce sull’accaduto. Dal sindacato arriva infine la convinzione che il sistema abbia gli strumenti per far emergere la verità e garantire le necessarie verifiche, nel rispetto delle istituzioni e della fiducia dei cittadini.