Caso Santanchè, la Consulta dichiara ammissibile il ricorso del Senato: udienza preliminare sospesa
Al centro del conflitto tra poteri l’uso di email e registrazioni occulte senza autorizzazione parlamentare: nei prossimi mesi si entrerà nel merito
La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Senato nei confronti della Procura di Milano, nell’ambito del procedimento a carico dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè. La senatrice di Fratelli d’Italia è imputata, insieme al compagno Dimitri Kunz e a una terza persona, per truffa aggravata ai danni dell’Inps in relazione alla cassa integrazione Covid erogata per i dipendenti di Visibilia Editore spa e Visibilia Concessionaria srl, società in cui Santanchè ha rivestito cariche amministrative. La Consulta ha disposto l’immediata comunicazione dell’ordinanza al Senato, che dovrà notificarla alla Procura di Milano e alla Camera dei Deputati entro 60 giorni.
Email e registrazioni occulte: il nodo dell’autorizzazione parlamentare
Al centro del conflitto c’è l’utilizzo, negli atti del fascicolo processuale, di contenuti di posta elettronica della senatrice e di audio-registrazioni delle sue conversazioni, acquisite il 21 settembre 2023 da alcuni ex dipendenti delle società e poi consegnate agli inquirenti. La difesa di Santanchè, rappresentata dagli avvocati Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, aveva già sollevato la questione nell’udienza del 9 luglio 2025, sostenendo che quel materiale fosse inutilizzabile perché la Procura di Milano non aveva richiesto al Parlamento l’autorizzazione necessaria per acquisirlo.
Il tema giuridico al cuore della vicenda riguarda la distinzione tra prove acquisite come “documenti”, utilizzabili dalla pubblica accusa, e prove equiparabili a “corrispondenza” o “intercettazioni”, che richiedono invece l’autorizzazione della Camera di appartenenza ai sensi dell’articolo 68 della Costituzione. Il perimetro di questa norma era stato esteso dalla Consulta stessa con la sentenza “Open-Renzi” del 2023. Il Senato aveva presentato il ricorso il 30 gennaio scorso, ritenendo violata l’immunità parlamentare. Il 28 maggio la Corte ha valutato l’ammissibilità, stabilendo che “esiste la materia di un conflitto” la cui risoluzione spetta alla propria competenza.
Udienza preliminare sospesa: il processo si ferma
La conseguenza pratica della decisione della Consulta è immediata: l’udienza preliminare del processo a carico di Santanchè, già arenata in attesa della pronuncia, resta di fatto sospesa. Nei prossimi mesi si entrerà nel merito del conflitto. Una volta depositati gli atti entro i termini previsti, la Corte Costituzionale fisserà il giudizio che dovrà stabilire definitivamente se quelle prove possano o meno essere utilizzate nel procedimento.