Caso Stadio Milano: da chat interne della Giunta emerge il piano per silenziare consiglieri e ambientalisti
Dalle chat dell’inchiesta emerge come esponenti della giunta e dirigenti comunali discutessero strategie per limitare l’esposizione mediatica dei consiglieri critici e dei comitati ambientalisti sul progetto dello stadio. Critiche interne al progetto dello stadio a Milano Le chat interne della giunta di Milano rivelano discussioni su come gestire i consiglieri critici e gli oppositori del […]
Dalle chat dell’inchiesta emerge come esponenti della giunta e dirigenti comunali discutessero strategie per limitare l’esposizione mediatica dei consiglieri critici e dei comitati ambientalisti sul progetto dello stadio.
Critiche interne al progetto dello stadio a Milano
Le chat interne della giunta di Milano rivelano discussioni su come gestire i consiglieri critici e gli oppositori del progetto dello stadio. Tra accuse di intimidazioni e strategie per controllare i dibattiti pubblici, emergono tensioni tra amministrazione, ex vicesindaco, comitati ambientalisti e consiglieri comunali.
Le conversazioni tra ex assessori e dirigenti comunali mostrano come il consigliere del Pd Alessandro Giungi sia stato definito “psicotico” per le sue critiche al progetto dello stadio. Allo stesso modo, Carlo Monguzzi dei Verdi non doveva “avere la scena” durante le discussioni sulle inchieste urbanistiche.
Gestione strategica degli oppositori
Dalle chat emerge un’attenzione strategica a controllare il dibattito pubblico: si discuteva su chi dovesse parlare, quando e con quali contenuti. L’ex vice sindaco Luigi Corbani e alcuni comitati ambientalisti sono descritti come portatori di “odio e desiderio di vendetta”, mentre dirigenti come Giancarlo Tancredi e Simona Collarini coordinavano interventi e comunicazioni per limitare l’impatto mediatico dei critici.
Coinvolgimento dei dirigenti e city manager
Il direttore generale Christian Malangone e il city manager davano indicazioni precise per anticipare gli interventi dei consiglieri e “non lasciare la scena” a Monguzzi e ad altri oppositori. L’obiettivo era gestire le commissioni consiliari, conferenze stampa e dibattiti pubblici, evitando che i temi sollevati dai critici influenzassero l’opinione pubblica.
Questioni urbanistiche e vincoli edilizi
Le chat evidenziano anche tensioni su altri progetti urbanistici, come il Giardino Segreto Isola e le torri Park Tower a Crescenzago, oltre alla gestione della pista Maura dell’ippodromo, vincolata. I dirigenti monitoravano i movimenti dei consiglieri e delle associazioni ambientaliste per anticipare eventuali opposizioni e diffide legali.