Caso urbanistica Milano, l’ex dirigente Oggioni in aula: “Abbiamo innovato la città senza violare norme”
Nel primo interrogatorio in aula, Oggioni difende il suo ruolo e il modello di rigenerazione urbana applicato a Milano
Si è svolto a Milano il primo interrogatorio di Luca Oggioni, ex dirigente al centro delle indagini sull’urbanistica cittadina. Per i pm, sarebbe stato al cuore del cosiddetto “sistema”, ma durante l’udienza Oggioni ha ribadito la propria posizione: la determina sotto accusa, secondo lui, non ha influenzato la pianificazione urbana, ma ha semplicemente chiarito in quali casi fosse possibile ricorrere alla Scia alternativa al permesso di costruire per interventi sotto i 5.000 metri quadri.
Oggioni ha sottolineato più volte che il suo ruolo era limitato alla visione della pratica, senza assumerne la paternità. La stesura, ha spiegato, è stata condivisa con l’avvocatura comunale. Rispondendo alle domande della pm, l’ex dirigente ha difeso interventi come Torre Milano, definendoli “classici esempi di rigenerazione urbana”: si costruisce sul costruito, innovando senza violare le norme, con trasformazioni profonde della città accanto a soluzioni più conservative.
Applicazione delle regole e piano comunale
Secondo Oggioni, i funzionari si sono sempre attenuti ai documenti di piano, approvati e validati, garantendo il rispetto delle regole e dei servizi previsti. Ha inoltre ricordato che nel 2019 il Consiglio comunale aveva stabilito che il piano attuativo fosse facoltativo, confermando la legittimità dell’uso della Scia per gli interventi di dimensioni contenute.
Dopo l’interrogatorio di Oggioni, oggi altri imputati dovrebbero rendere dichiarazioni spontanee. Il 23 febbraio i pm prenderanno la parola per la requisitoria, chiudendo una fase cruciale dei processi in corso sull’urbanistica milanese.