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Caso Visibilia: Daniela Santanchè rinviata a giudizio per falso in bilancio

Milano – La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, sarà processata nell’ambito di uno dei filoni del caso Visibilia, relativo al presunto falso in bilancio. La decisione di rinvio a giudizio è stata presa venerdì 17 gennaio dal giudice per l’udienza preliminare di Milano, Anna Magelli, dopo una breve camera di consiglio. La vicenda coinvolge 17 […]

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Milano – La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, sarà processata nell’ambito di uno dei filoni del caso Visibilia, relativo al presunto falso in bilancio. La decisione di rinvio a giudizio è stata presa venerdì 17 gennaio dal giudice per l’udienza preliminare di Milano, Anna Magelli, dopo una breve camera di consiglio. La vicenda coinvolge 17 persone, tra cui Dimitri Kunz, compagno della ministra, e tre società del gruppo editoriale Visibilia: Visibilia Editore, Visibilia Editrice e Visibilia Srl in liquidazione.

Il Gruppo Visibilia e la cessione delle quote

Visibilia, il gruppo editoriale fondato da Santanchè, era stato guidato dalla senatrice di Fratelli d’Italia fino al 2022, quando lasciò ogni incarico. Lo scorso Natale, Santanchè ha definitivamente ceduto il 75% della controllante Athena Pubblicità agli svizzeri di Wip Finance, concludendo così il suo coinvolgimento nelle società.

Accuse di falso in bilancio e truffa

Secondo l’accusa, il consiglio di vigilanza delle società avrebbe ignorato “macroscopici segnali di allarme” sui conti, evitando verifiche approfondite e approvando piani industriali eccessivamente ottimistici. Queste omissioni avrebbero favorito il proseguimento delle presunte irregolarità gestionali.

Un ulteriore capo d’imputazione riguarda la truffa aggravata ai danni dell’INPS, legata alla gestione della cassa integrazione durante il periodo Covid. Le società del gruppo Visibilia avrebbero ottenuto fondi che, in seguito, si sono impegnate a restituire all’INPS a rate, ammettendo le irregolarità.

Inammissibilità di un documento della Procura

Durante l’udienza, è stato dichiarato inammissibile un allegato presentato dai pubblici ministeri Maria Gravina e Luigi Luzi. Il documento, firmato dal consulente della Procura Nicola Pecchiari, sottolineava l’esistenza di evidenti segnali di criticità nei bilanci delle società, ignorati dai collegi sindacali. Tuttavia, le osservazioni contenute nel testo sono state comunque lette in sede di repliche.

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