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Chiusura indagini sul caso Equalize: Pazzali al centro dell’inchiesta secondo la Procura

Milano – La Procura di Milano ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini sul presunto sistema di spionaggio informatico che coinvolgerebbe la società Equalize. Nell’atto, Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano, viene indicato come figura apicale e centrale nella presunta associazione a delinquere. Pazzali “ideatore e promotore” dell’associazione secondo i magistrati Secondo quanto […]

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Milano – La Procura di Milano ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini sul presunto sistema di spionaggio informatico che coinvolgerebbe la società Equalize. Nell’atto, Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano, viene indicato come figura apicale e centrale nella presunta associazione a delinquere.

Pazzali “ideatore e promotore” dell’associazione secondo i magistrati

Secondo quanto emerge dal documento della Procura, Pazzali avrebbe avuto un ruolo chiave nell’organizzazione: “ideatore, promotore e organizzatore” dell’intero sistema. Il suo coinvolgimento sarebbe stato determinante anche per la posizione strategica ricoperta, grazie a un’ampia rete relazionale e al ruolo di vertice nella Fondazione Fiera.

Contatti e clienti: il ruolo attivo nella rete Equalize

In base agli elementi raccolti dagli inquirenti, Pazzali – socio di maggioranza al 95% di Equalize e presidente del CdA – sarebbe stato responsabile della ricerca di clienti strategici per l’azienda. Il suo nome in codice all’interno della rete sarebbe stato “zio bello” o “il president”, segno di un riconoscimento interno del suo ruolo direttivo.

Difesa: “Valuteremo ogni iniziativa a tutela del dottor Pazzali”

L’avvocato difensore Federico Cecconi ha dichiarato: “Prendiamo atto dell’avviso di chiusura delle indagini. Una volta acquisita piena conoscenza del fascicolo, adotteremo tutte le misure necessarie per tutelare il dottor Pazzali nelle sedi opportune”.

Richiesta di arresti domiciliari: attesa la decisione del Riesame

Nel frattempo, i magistrati hanno avanzato nuovamente la richiesta di arresti domiciliari per Pazzali. Il Tribunale del Riesame di Milano è attualmente chiamato a pronunciarsi in merito, dopo che i pm hanno presentato ricorso contro un precedente rigetto.

Una rete sofisticata di spionaggio: oltre 200 i capi d’imputazione

L’indagine comprende ben 202 capi d’imputazione. Gli inquirenti ritengono che al vertice dell’organizzazione ci fosse Carmine Gallo, ex funzionario di polizia deceduto recentemente, supportato dal tecnico informatico Samuele Calamucci, presunto creatore della piattaforma Beyond. In questo contesto, Pazzali avrebbe svolto un ruolo di coordinamento, anche per colpire figure ritenute concorrenti sul piano imprenditoriale.

I reati ipotizzati dalla Procura sono gravi e spaziano dall’associazione a delinquere agli accessi abusivi a sistemi informatici, passando per corruzione, intercettazioni illecite, detenzione di apparati per spiare comunicazioni, favoreggiamento e rivelazione di notizie coperte da segreto.

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