Clima: Politecnico di Milano, fondi UE insufficienti per ridurre le emissioni di CO2 nei settori industriali e nei trasporti pesanti
Milano – La decarbonizzazione in Italia procede a rilento, in particolare nei settori industriali più impattanti e nei trasporti pesanti. Questo il quadro tracciato dalla seconda edizione dello Zero Carbon Technology Pathways Report, realizzato dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano. I settori responsabili delle emissioni Nel 2023, i settori industriali definiti hard-to-abate […]
Milano – La decarbonizzazione in Italia procede a rilento, in particolare nei settori industriali più impattanti e nei trasporti pesanti. Questo il quadro tracciato dalla seconda edizione dello Zero Carbon Technology Pathways Report, realizzato dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano.
I settori responsabili delle emissioni
Nel 2023, i settori industriali definiti hard-to-abate – come cemento, siderurgia, chimica, ceramica, carta e vetro – hanno contribuito all’11% delle emissioni italiane di CO2, mentre il trasporto pesante su gomma, aereo e marittimo ha aggiunto un ulteriore 8%. “Senza interventi incisivi in questi ambiti, è impossibile raggiungere i target UE per il 2030 e il 2050,” sottolinea Davide Chiaroni, vicedirettore Energy&Strategy.
A livello europeo, le emissioni di CO2 sono diminuite del 36% dal 1990, mentre l’Italia si è fermata a una riduzione del 27%. Nonostante alcuni progressi, come l’efficientamento energetico (-30% consumi/PIL) e l’aumento delle rinnovabili (-18% emissioni/consumi), l’Italia rischia di restare indietro rispetto agli altri Paesi membri.
Fondi UE e investimenti insufficienti
I fondi europei per la decarbonizzazione, sebbene significativi, risultano ancora inadeguati per colmare il divario. Tra i 7,42 miliardi di euro stanziati dall’European Innovation Fund, solo il 2% è destinato a progetti in Italia, contro il 12% in Germania e l’11% in Spagna.
Nel settore del cemento, cruciale per la cattura della CO2, l’Italia necessita di investimenti tra 3,6 e 6,8 miliardi di euro entro il 2050, mentre i finanziamenti ricevuti finora dall’Innovation Fund ammontano a soli 164 milioni di euro.
Anche per il trasporto pesante il quadro è preoccupante. Gli incentivi, come il programma “Camion Green”, offrono solo 25 milioni di euro per il 2024, mentre per rispettare i target al 2030, gli operatori dovrebbero investire circa 1,7 miliardi di euro, con un incremento immediato di 50 milioni di euro già nel 2025. “Il quadro normativo è stato aggiornato, ma gli strumenti disponibili sono ancora insufficienti,” spiega Vittorio Chiesa, direttore Energy&Strategy.
Un invito ad accelerare
Per recuperare terreno e contribuire agli obiettivi climatici dell’UE, l’Italia deve:
- Aumentare gli investimenti nei settori strategici come cattura della CO2 e trasporti pesanti.
- Sfruttare appieno i fondi europei, migliorando la capacità di progettazione e gestione delle risorse disponibili.
- Creare un quadro normativo più incisivo, che favorisca la transizione energetica senza gravare ulteriormente sulle imprese.