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Club House Italia, 22 esuberi nel cuore di Milano: i sindacati portano la protesta in via Verdi nel Quadrilatero della moda

Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil dichiarano lo stato di agitazione permanente: l’azienda di arredamento di lusso rifiuta ammortizzatori sociali e riqualificazione interna mentre continua ad assumere dall’esterno

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La vertenza dei lavoratori di Club House Italia scala di intensità e approda nel cuore di Milano. Di fronte alla decisione della direzione aziendale di procedere con il licenziamento collettivo di 22 dipendenti senza prendere in considerazione alternative, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno portato la mobilitazione direttamente alla sede dell’azienda di arredamento di lusso in via Verdi, nel Quadrilatero della moda, dove da oggi sventolano le bandiere sindacali. I sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione permanente e annunciato che la protesta “rimarrà visibile e radicata nelle vie del centro”.

La posizione dell’azienda: licenziamenti collettivi e nuove assunzioni esterne

Il nodo centrale della vertenza è la rigidità con cui il management di Club House Italia sta gestendo la crisi occupazionale. Secondo i sindacati, la direzione aziendale ha rifiutato categoricamente il ricorso agli ammortizzatori sociali e qualsiasi piano alternativo di ricollocazione interna o riconversione professionale. Il paradosso denunciato dalle organizzazioni sindacali è che, mentre si procede verso il taglio di 22 lavoratori già in forza, l’azienda continua parallelamente ad attingere dal mercato esterno per nuove assunzioni, senza valutare la possibilità di formare e riqualificare il personale esistente.

Il tavolo di trattativa aperto ma bloccato

Il confronto tra le parti è formalmente ancora in corso, ma la situazione è definita dai sindacati come uno “stallo totalizzante”. La distanza tra le posizioni rimane assoluta e la procedura di mobilità si avvicina alla scadenza senza che emerga alcuna disponibilità al compromesso da parte del management. Fillea, Filca e Feneal sollecitano Club House Italia a “un immediato e drastico ripensamento e a un’inversione di rotta prima che i tempi della procedura scadano definitivamente”, avvertendo che in caso contrario una crisi aziendale rischia di trasformarsi in “un insanabile scontro sociale nel salotto buono di Milano”. I sindacati si riservano inoltre di adottare qualsiasi azione legale, sindacale e di mobilitazione a tutela dei diritti delle 22 famiglie coinvolte.

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