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Coima contro il Comune di Milano: chiesti 69 milioni per il progetto del Pirellino

La società di Manfredi Catella contesta la modifica urbanistica imposta dopo l’acquisto dell’immobile Milano – Una richiesta di risarcimento danni da 69 milioni di euro è stata depositata da Coima, la società guidata da Manfredi Catella, contro il Comune di Milano. Al centro della controversia, la trasformazione urbanistica imposta al progetto di riqualificazione dell’area dell’ex […]

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La società di Manfredi Catella contesta la modifica urbanistica imposta dopo l’acquisto dell’immobile

Milano – Una richiesta di risarcimento danni da 69 milioni di euro è stata depositata da Coima, la società guidata da Manfredi Catella, contro il Comune di Milano. Al centro della controversia, la trasformazione urbanistica imposta al progetto di riqualificazione dell’area dell’ex palazzo degli uffici tecnici comunali, noto come “Pirellino” (P39), che secondo Coima ha modificato profondamente le condizioni originarie dell’investimento.

Edilizia sociale al 40%: “Condizioni insostenibili per l’operazione”

Secondo quanto riportato nella memoria difensiva presentata dagli avvocati Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli, l’obbligo di destinare il 40% della superficie a edilizia residenziale sociale (ERS) ha compromesso l’equilibrio economico del progetto. Coima sottolinea che, al momento della firma del rogito avvenuta il 25 novembre 2019, tale vincolo non era previsto né applicabile.

Il cambio delle regole dopo l’acquisto: la cronologia della contestazione

L’adozione del nuovo Piano di governo del territorio (PGT) è stata approvata dal Consiglio comunale nell’ottobre 2019, ma è divenuta efficace solo a partire dal 5 febbraio 2020, data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. Coima sostiene che, al momento dell’acquisto all’asta per 193 milioni di euro, l’intervento ricadeva sotto le regole precedenti, che consentivano edilizia libera, senza obblighi di housing sociale.

Il percorso giudiziario: ribaltata una prima sentenza del Tar

La controversia ha già attraversato i due gradi della giustizia amministrativa. Dopo un iniziale rigetto da parte del TAR, il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza nel dicembre 2023, imponendo al Comune di Milano una motivazione dettagliata e puntuale sulla decisione di modifica urbanistica. In un secondo procedimento, chiuso nel luglio 2025, la massima corte amministrativa ha chiesto all’Amministrazione di rivalutare la scelta pianificatoria, pur lasciando ampia discrezionalità tecnica.

Terza azione legale: la richiesta di risarcimento resta pendente

La richiesta danni da 69 milioni rappresenta il terzo fronte legale aperto da Coima nei confronti del Comune. L’azione civile, tuttora in fase istruttoria, è stata confermata anche da fonti interne a Palazzo Marino. Il contenzioso si inserisce nel più ampio scenario dell’inchiesta milanese sull’urbanistica, che coinvolge numerosi attori pubblici e privati e che sta indagando su presunti meccanismi di favore nei processi decisionali legati ai grandi progetti di trasformazione urbana.

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