Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Comasina, l’ex scuola di via Spadini diventa un polo sociale: dal Comune 1,18 milioni di euro

Un edificio abbandonato da anni pronto a tornare a vivere al servizio del quartiere. Il Comune di Milano ha definito le linee di indirizzo per la concessione dell’ex scuola di via Spadini 15, nel cuore della Comasina, con l’intento di crearvi spazi per attività aggregative e sociali e per l’accoglienza di persone in difficoltà. A […]

Di –

Un edificio abbandonato da anni pronto a tornare a vivere al servizio del quartiere. Il Comune di Milano ha definito le linee di indirizzo per la concessione dell’ex scuola di via Spadini 15, nel cuore della Comasina, con l’intento di crearvi spazi per attività aggregative e sociali e per l’accoglienza di persone in difficoltà. A sostegno dell’operazione l’amministrazione metterà sul piatto fino a 1,18 milioni di euro.

Un tassello del Piano per la coesione sociale

La delibera di Giunta dà concretezza al Piano di Investimenti per la coesione sociale approvato lo scorso anno, che individua un elenco di immobili comunali inutilizzati da recuperare e trasformare in presìdi di welfare di prossimità. Tra questi figura proprio la struttura di via Spadini: 870 metri quadri distribuiti su due piani, ai quali si aggiungono 1.941 metri quadri di aree esterne, inseriti in un ampio contesto di edilizia residenziale Aler nel Municipio 9. L’edificio, risalente agli anni Cinquanta e in origine destinato alla didattica, risulta abbandonato da tempo.

Come funzionerà la concessione

Il recupero passerà attraverso una procedura a evidenza pubblica. L’immobile verrà dato in concessione a titolo oneroso per nove anni, rinnovabili per altri nove, a realtà del Terzo settore chiamate a presentare progetti in diversi ambiti: dall’inclusione abitativa al contrasto della povertà educativa, dalla formazione al rafforzamento delle reti sociali tramite attività aggregative o supporto psicologico, fino alla promozione del benessere delle persone più fragili e al reinserimento sociale. Per garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa, le proposte potranno contemplare anche attività commerciali, entro il limite del 30 per cento della superficie complessiva. A rendere possibile la riqualificazione sarà il contributo comunale, fino a 1,18 milioni di euro, destinato a finanziare gli interventi del concessionario.

Gli spazi come risorsa di welfare

Sul significato dell’operazione interviene l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé. “Con questa delibera proseguiamo nell’attuazione del Piano di Investimenti per la coesione sociale che prevede un forte protagonismo pubblico per contribuire all’inclusione sociale nei quartieri, insediando servizi e costruendo opportunità vicine ai luoghi dove abitano le persone”, dichiara. Non una semplice dichiarazione d’intenti, sottolinea, ma un impegno concreto a destinare luoghi e risorse per moltiplicare le occasioni di incontro interculturale e intergenerazionale. Gli spazi, aggiunge richiamando il Piano di sviluppo del Welfare, vanno considerati una risorsa a tutti gli effetti, sia quando ospitano un servizio sia quando diventano presìdi per l’auto-organizzazione dei cittadini.

I criteri per candidarsi

Alla procedura potranno partecipare gli enti del Terzo settore, singolarmente o in raggruppamento, purché dotati di comprovata esperienza nel settore. Nella valutazione delle proposte peseranno la qualità del progetto e la sua coerenza con le priorità fissate dall’amministrazione, insieme alla sostenibilità economica, alle modalità di coinvolgimento del territorio e alle condizioni agevolate di accesso ai servizi per la collettività.

Condividi questo articolo

Altre notizie