Concerti estivi a Milano, la proposta che sposta tutto a Rho Fiera
Un'idea per superare il copione dei disagi cittadini
Trasferire integralmente i concerti estivi milanesi nell'area di Rho Fiera. È questa la proposta che il consigliere comunale del gruppo misto Enrico Fedrighini ha portato in aula lunedì 27 luglio, riaccendendo il dibattito su un tema che ogni anno si ripresenta con gli stessi problemi: mobilità paralizzata, linee di autobus deviate, stazioni della metropolitana chiuse, auto parcheggiate ovunque e parcheggiatori abusivi, oltre ai residenti che, al termine degli eventi, si ritrovano di fatto bloccati nelle proprie strade. Fedrighini è da tempo tra le voci più critiche rispetto alla gestione dei grandi eventi musicali a San Siro e negli ippodromi cittadini.
Le parole del sindaco al centro del confronto
Il consigliere ha preso spunto da una dichiarazione del sindaco Beppe Sala, secondo cui le proteste dei residenti sarebbero comunque inevitabili, dato che Milano non disporrebbe di aree alternative a quelle attualmente utilizzate. Una tesi che Fedrighini ha contestato apertamente in Consiglio: "Esiste l'arena concerti di Fiera Milano, a Rho: 60mila metri quadrati, esattamente come l'area concerti dell'Ippodromo La Maura, in grado di ospitare almeno 50mila spettatori". Il piano varato dal Comune in vista dell'estate 2024, ha fatto notare, non sarebbe comunque riuscito a evitare il ripetersi delle stesse criticità.
Rho Fiera contro La Maura: distanze e collegamenti a confronto
Secondo il consigliere, le differenze tra l'area di Rho e i siti attualmente utilizzati, La Maura, l'Ippodromo del Galoppo e lo stadio, sarebbero sostanziali. Il polo fieristico sorge in una zona priva di insediamenti abitativi, distante dalle case, e la fermata della metropolitana a Rho-Fiera non necessita di chiusure al termine degli spettacoli, essendo stata progettata per reggere flussi di passeggeri molto elevati, a differenza di quanto accade oggi sulle linee M1 e M5. A questo si aggiunge una stazione ferroviaria servita da sei linee del passante e dai collegamenti Trenord, che in occasione dei concerti attiva anche treni straordinari.
Un'area già collaudata per gli eventi musicali
Lo spazio fieristico di Rho non è del resto estraneo a questo tipo di utilizzo: nel 2024 ha già ospitato 11 concerti, l'ultimo dei quali il 2 settembre con Emis Killa, tutti organizzati da Vivo Concerti. Durante un recente sopralluogo della commissione comunale olimpiadi, i vertici di Fiera Milano avrebbero peraltro manifestato l'intenzione di ampliare ulteriormente la vocazione della struttura a ospitare eventi e concerti, segno di una direzione già tracciata.
Oltre al trasporto pubblico, l'area vanta un collegamento diretto con la viabilità principale: nelle vicinanze corrono l'A4, l'A8, la Tangenziale Ovest, la Tangenziale Nord e i raccordi con la strada del Sempione e la Rho-Monza. "Tutte opere già presenti, realizzate e pagate con denaro pubblico, senza alcun impatto sui Comuni confinanti e le aree residenziali", ha osservato Fedrighini. A completare il quadro, cinque accessi cargo dedicati a camion e pullman, 15mila posti auto prenotabili in anticipo e un'ampia dotazione di spazi riservati alle persone con disabilità.
Il nodo della governance e le responsabilità del Comune
Nel ragionamento di Fedrighini, le condizioni per un trasferimento sarebbero dunque già tutte presenti. A rafforzare questa lettura interviene anche un dato di governance: il capitale di Fiera Milano fa capo all'Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano, il cui consiglio comprende tre rappresentanti nominati dal Comune e due da Città Metropolitana. Una composizione che, secondo il consigliere, metterebbe di fatto nelle mani dell'amministrazione comunale una soluzione praticabile ai disagi generati dai concerti tra San Siro e Lampugnano.
Fedrighini ha chiuso il suo intervento chiedendo alla Giunta di chiarire pubblicamente le ragioni della sua scelta: "La giunta deve spiegare alla città quale "interesse pubblico" si cela dietro la scelta di non considerare l'area di Fiera Milano come alternativa praticabile, rispetto alle aree ippiche private situate in mezzo ai quartieri residenziali. Parlo di un'area gestita da una società controllata dal Comune, perfettamente servita, senza interferenze urbanistiche". Una domanda che, al netto delle valutazioni tecniche ancora da approfondire, pone comunque il tema al centro dell'agenda politica cittadina in vista delle prossime stagioni di eventi.