Conflitto Israele-Iran, imprese lombarde in allerta: energia e export da 7 miliardi a rischio
Guerra nel Golfo, Confindustria Lombardia: rincari su gas e petrolio e oltre 7 miliardi di interscambio a rischio
L’escalation del conflitto tra Israele e Iran riaccende le tensioni nel Golfo Persico e mette sotto pressione anche il sistema produttivo lombardo. A preoccupare le imprese sono soprattutto i nuovi rincari su petrolio e gas, già visibili sui mercati internazionali, che rischiano di aggravare una situazione energetica fragile da anni.
Secondo Confindustria Lombardia, il costo dell’energia resta il punto debole dell’industria regionale. Le aziende, impegnate da tempo a competere con competitor europei ed extraeuropei che beneficiano di tariffe più basse, temono che una nuova ondata speculativa possa compromettere la ripresa.
Energia, volatilità e rischio speculazione
Il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, sottolinea come l’attuale fase di instabilità possa mettere in difficoltà imprese di ogni dimensione, dalle PMI ai grandi gruppi. Gli aumenti dei prezzi, osserva, non sembrerebbero del tutto giustificati alla luce delle scorte europee, che si attestano intorno al 40%, con l’Italia vicina al 48%.
Il timore è che, come già accaduto durante la crisi legata alla guerra in Ucraina, la volatilità dei mercati possa alimentare dinamiche speculative. Inoltre, i rincari su greggio e gas rischiano di neutralizzare gli effetti del recente decreto energia varato a sostegno di famiglie e piccole imprese.
Per il sistema industriale lombardo, la questione energetica assume sempre più i contorni di un tema di sicurezza nazionale: la dipendenza da un numero ristretto di fornitori espone il Paese a shock improvvisi sia sul fronte degli approvvigionamenti sia su quello dei costi.
Oltre l’Oil & Gas: 7 miliardi di interscambio con il Golfo
L’impatto della crisi non si limita al comparto energetico. L’area del Golfo rappresenta un mercato strategico per l’export lombardo. Nel 2024 l’interscambio complessivo con i Paesi della regione ha superato i 7 miliardi di euro. Le esportazioni manifatturiere dalla Lombardia verso Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Oman, Bahrein, Iraq, Iran e Yemen hanno superato i 6 miliardi di euro, mentre le importazioni hanno raggiunto 1 miliardo e 268 milioni. Un volume che vale circa tre volte l’interscambio con l’area Mercosur.
Le filiere più esposte
Tra i settori maggiormente coinvolti figurano i macchinari e apparecchi, che da soli superano i 2 miliardi di euro di export, oltre ai metalli di base e prodotti in metallo con 855 milioni di esportazioni. Significativo anche il comparto chimico, con oltre 600 milioni di vendite verso l’area e più di 400 milioni di importazioni.
Sul fronte delle importazioni pesano inoltre i prodotti petroliferi raffinati, che superano i 465 milioni di euro. Filiere integrate e interdipendenti che, in caso di prolungamento della crisi, potrebbero subire rallentamenti nelle supply chain e contrazioni nei flussi commerciali.