Contenziosi civili e commerciali: la Camera Arbitrale Milano vince con la mediazione, tasso di successo al 68%
Nel 2025 la mediazione CAM conferma efficienza e crescita, con valore medio delle controversie in aumento e tempi ridotti rispetto alla media nazionale.
La Camera Arbitrale di Milano (CAM) ha pubblicato i dati 2025 sull’attività di mediazione civile e commerciale, evidenziando numeri in crescita e risultati superiori alla media nazionale. Con 972 nuove domande depositate, il servizio registra una stabilità nei volumi ma un aumento significativo del valore medio delle controversie, che ha raggiunto 331.000 euro, segnando un incremento del 39% rispetto al 2024.
Tasso di successo superiore alla media italiana
Il dato più rilevante riguarda l’efficacia dello strumento: il tasso di successo dei procedimenti CAM ha raggiunto il 68%, con accordi concreti anche nei casi più complessi. Questo risultato si confronta con la media nazionale del 53% e dimostra come la mediazione milanese sia diventata un punto di riferimento per risolvere contenziosi con tempi rapidi e alta affidabilità. In media, i procedimenti CAM con adesione delle parti si concludono in 118 giorni, contro i 165 giorni degli altri Organismi italiani, con un risparmio di quasi il 30%.
Chi ricorre alla mediazione e principali materie
Nel 2025, le mediazioni hanno coinvolto imprese e privati nel 43% dei casi, imprese tra loro nel 37% e privati nel 20%. Le materie più frequenti rimangono il condominio (19%), le locazioni (14%) e i contratti d’opera (11%). Tra gli ambiti in forte crescita spiccano la somministrazione (+300%), la responsabilità civile (+107%) e i contratti d’opera (+15%). La mediazione volontaria ha rappresentato il 23,6% del totale, mentre le mediazioni ambientali hanno registrato un incremento del 18,5%, con 32 domande.
Digitalizzazione, innovazione e parità di genere
La digitalizzazione conferma la sua centralità: il 90% degli incontri CAM si è svolto online, garantendo flessibilità e accessibilità, contro il 51% degli altri Organismi italiani. Questa evoluzione rafforza la capacità della mediazione di adattarsi alle esigenze di imprese e cittadini, rendendo il processo più rapido e meno vincolato da spostamenti fisici.
Un dato distintivo riguarda la composizione del corpo dei mediatori: su 905 procedimenti, il 61% è stato gestito da mediatrici e il 39% da mediatori. Nel 2025 sono state nominate 35 mediatrici, prevalentemente avvocate, e 19 mediatori. L’età dei professionisti varia dai 27 ai 77 anni, con una significativa rappresentanza di professioni diverse, tra cui psicologi, dirigenti scolastici e impiegati.
Accordi concreti e impatto economico
Nel 2025 sono stati siglati 230 accordi, pari al 26,2% dei procedimenti conclusi, confermando la capacità della mediazione di favorire soluzioni condivise anche in contenziosi complessi. Il valore medio delle controversie e la riduzione dei tempi di definizione rappresentano un segnale chiaro della maturità dello strumento e del suo ruolo strategico nel sostenere la giustizia civile e commerciale, riducendo il contenzioso e supportando l’economia reale.