Crans-Montana, dopo 224 giorni di cure Francesca lascia Niguarda: dimessi tutti i giovani ustionati nel rogo di Capodanno
Dopo 224 giorni di cure, la 17enne è l'ultima dei dodici pazienti a tornare a casa. Mattarella telefona a Bertolaso per ringraziare i sanitari lombardi
Si chiude dopo otto mesi di terapie, paure e speranze, il lungo percorso di cura dei ragazzi e delle ragazze ricoverati a Milano in seguito all'incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana. Francesca, l'ultima dei dodici giovani pazienti ancora ricoverati, ha lasciato oggi il Centro Ustioni dell'ospedale Niguarda dopo 224 giorni di cure. La ragazza, che lo scorso giugno aveva festeggiato il diciassettesimo compleanno con una sorpresa organizzata da amici e compagni di scuola sotto la finestra della sua stanza, segna con le proprie dimissioni la conclusione di un'emergenza sanitaria durata mesi.
La telefonata di Mattarella a Bertolaso
A rendere nota la notizia è stato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha raccontato di aver ricevuto una telefonata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, desideroso di far arrivare il proprio ringraziamento a chi si è occupato dei giovani pazienti: "Ho ricevuto una telefonata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto esprimere il suo ringraziamento a tutto il personale di Niguarda, del Policlinico, di Areu e a tutti coloro che fanno parte del sistema sanitario regionale per come hanno saputo occuparsi dei ragazzi ustionati nell'incendio di Crans-Montana". Bertolaso ha aggiunto: "Il presidente mi ha pregato di riportare i suoi ringraziamenti a tutti coloro che, in questi mesi, hanno lavorato con professionalità, competenza e umanità per garantire loro cure e assistenza. È un riconoscimento che rivolgo con grande orgoglio a tutte le donne e gli uomini del nostro sistema sanitario".
Oltre 50 interventi chirurgici per ciascun paziente
Con le dimissioni di Francesca, tutti i giovani coinvolti nel rogo sono ufficialmente rientrati nelle proprie case. Il percorso di cura ha richiesto, complessivamente, oltre 50 interventi chirurgici e almeno 30 medicazioni in sedazione per ciascun ragazzo, a cui si sono aggiunte numerose visite specialistiche, medicazioni mirate e sedute di trattamento laser. Un impegno clinico descritto come tra i più intensi affrontati negli ultimi anni dal sistema sanitario lombardo.
La riabilitazione, un percorso ancora aperto
Le dimissioni dall'ospedale non segnano tuttavia la fine del cammino di recupero. Per tutti i giovani pazienti resta da affrontare un lungo periodo di riabilitazione fisica e psicologica, e alcuni di loro hanno già intrapreso percorsi specifici, come interventi di chirurgia della mano finalizzati a recuperare la mobilità limitata dalle cicatrici lasciate dalle ustioni. "Ci vorranno tempo, pazienza e forza per lasciarsi alle spalle quello che è successo e tornare, passo dopo passo, alla vita di tutti i giorni", ha sottolineato Bertolaso, definendo comunque il rientro a casa di Francesca e la conclusione dei ricoveri "una notizia che ci riempie di gioia".
"Missione compiuta", la promessa mantenuta ai genitori
L'assessore ha parlato di una "missione compiuta", ricordando l'impegno preso con le famiglie nei momenti più drammatici dell'emergenza: "Era la promessa che avevamo fatto ai genitori quella drammatica mattina". Bertolaso ha voluto ringraziare l'intero sistema sanitario coinvolto nella gestione di quella che ha definito "una delle emergenze più complesse degli ultimi anni" e "una delle situazioni assistenziali più difficili affrontate dal nostro sistema sanitario", citando in particolare gli operatori di Areu, che hanno curato il trasporto in elicottero dei pazienti dalla Svizzera, e la Banca dei Tessuti, che ha messo a disposizione oltre 25mila centimetri quadrati di cute per i trattamenti.
Il ricordo delle vittime nel giorno delle dimissioni
Nel suo intervento, l'assessore ha rinnovato anche il ringraziamento alla premier Giorgia Meloni e al presidente Mattarella per le visite compiute ai ragazzi durante la degenza, prima di richiamare la dimensione più dolorosa della vicenda: "Voglio infine ricordare che questa giornata di gioia non può farci dimenticare le giovani vittime di quella notte e il dolore dei loro familiari. Il nostro pensiero più commosso va a loro". Bertolaso ha concluso ricordando che quelle vite spezzate "resteranno per sempre nella memoria di tutti noi e ci devono spingere a fare ancora di più per prevenire e affrontare tragedie di questo tipo".