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Crans-Montana, lavoro senza sosta al Niguarda per salvare i giovani ustionati: 13mila cm² di pelle trapiantati, tre feriti restano critici

All’ospedale Niguarda cure straordinarie per gli ustionati di Crans-Montana: lievi miglioramenti, ma tre pazienti sono ancora in condizioni gravissime.

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All’ospedale Niguarda di Milano è in corso una vera e propria corsa contro il tempo per salvare i giovani feriti nella tragedia di Crans-Montana. In una sola settimana, i medici hanno utilizzato circa 13mila centimetri quadrati di pelle per trattare quattro pazienti con ustioni estese e profonde.

Trapianti complessi per ustioni gravi

Il dato rende l’idea della gravità delle lesioni. Come spiegano gli specialisti, per un’ustione che interessa tra il 10 e il 15% del corpo possono essere necessari fino a mille centimetri quadrati di cute, a seconda della profondità e della zona colpita. Nei casi più complessi, gli interventi devono essere ripetuti e programmati con estrema precisione.

Dalla donazione al trapianto: come funziona la banca della pelle

La pelle donata viene trasferita alla Banca dei tessuti del Niguarda, dove subisce lavorazioni avanzate per essere resa sicura e utilizzabile su più pazienti. Il materiale biologico viene poi conservato in criobanche a -80 gradi, dove può rimanere fino a due anni.

Quando arriva la richiesta clinica, la cute viene scongelata e immediatamente utilizzata per il trapianto. Un vantaggio fondamentale è che, dopo il trattamento, non provoca rigetto, rendendo superflui i test di compatibilità tra donatore e ricevente.

Undici ricoverati: segnali di miglioramento per alcuni, tre ancora critici

Attualmente sono 11 i pazienti ricoverati al Niguarda a seguito dell’incendio. Le condizioni generali sono considerate stabili e, in alcuni casi, si registrano lievi miglioramenti clinici.

Resta però alta la preoccupazione per tre persone, che continuano a trovarsi in condizioni molto delicate. Oltre alle ustioni estese, presentano gravi danni polmonari causati dall’inalazione dei fumi, che rendono necessaria l’assistenza meccanica alla respirazione.

Il Niguarda pronto ad accogliere altri feriti

L’ospedale ha confermato la propria disponibilità a prendere in carico ulteriori pazienti, incluso un ferito attualmente ricoverato a Zurigo, al momento giudicato non trasportabile. La struttura resta inoltre pronta a fornire supporto specialistico per eventuali nuovi trasferimenti.

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