Cresce il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria in Lombardia: rischio occupazionale elevato e pressioni sulle filiere industriali
Il 2025 segna un aumento significativo della Cassa Integrazione in Lombardia, secondo il Rapporto UIL 2026. I dati evidenziano una riduzione della CIG ordinaria (-1,8%), compensata però da un incremento straordinario del 23,3%, sintomo di crisi strutturali più che di oscillazioni cicliche. Il Segretario Confederale UIL Lombardia, Salvatore Monteduro, sottolinea: “Il forte incremento della CIG […]
Il 2025 segna un aumento significativo della Cassa Integrazione in Lombardia, secondo il Rapporto UIL 2026. I dati evidenziano una riduzione della CIG ordinaria (-1,8%), compensata però da un incremento straordinario del 23,3%, sintomo di crisi strutturali più che di oscillazioni cicliche.
Il Segretario Confederale UIL Lombardia, Salvatore Monteduro, sottolinea: “Il forte incremento della CIG straordinaria segnala che il sistema produttivo non sta attraversando solo una fase temporanea, ma è coinvolto in trasformazioni industriali e riorganizzazioni aziendali con seri rischi occupazionali.”
Filiera manifatturiera sotto pressione
La crescita della CIG straordinaria colpisce soprattutto il cuore manifatturiero lombardo:
- Meccanica: +11,5% (5 milioni di ore in più)
- Chimica/plastiche: +13,9%
- Abbigliamento: +55,3%
- Trasporti e comunicazioni: +97,6%
“La pressione riguarda intere filiere, non singole aziende: è una fragilità sistemica, non episodica”, evidenzia Monteduro.
Zone più critiche e impatto sociale
Le province maggiormente colpite sono Lodi, Brescia, Cremona, Monza Brianza, Varese e Bergamo, dove crescono sia le ore di CIG sia il numero di lavoratori coinvolti. Monteduro osserva come la crisi non sia solo statistica: famiglie e lavoratori vivono incertezza prolungata e riduzione del reddito, con 49 mila lavoratori in CIG nel 2025, di cui 15 mila in straordinaria.
Verso una strategia regionale integrata
Secondo UIL Lombardia, gli ammortizzatori sociali restano fondamentali, ma da soli non bastano. Servono politiche industriali attive, strategie di rilancio settoriale e governance delle crisi territoriali:
“La CIG deve proteggere il reddito, non diventare l’anticamera della perdita del lavoro. Serve un approccio integrato che coniughi tutela occupazionale, politiche industriali e transizioni produttive.”