Crisi abitativa in Lombardia: CNA chiede rilancio urgente dell’housing sociale
Oltre 38 mila alloggi vuoti in Lombardia. CNA propone rigenerazione ERP, appalti alle PMI e nuove soluzioni per giovani e lavoratori.
La Lombardia affronta una crisi abitativa sempre più strutturale. Secondo CNA Lombardia, oltre 38 mila alloggi popolari risultano vuoti, spesso per carenze manutentive o lavori mai avviati, mentre la domanda supera di gran lunga le disponibilità. La situazione colpisce famiglie, giovani e lavoratori, mettendo a rischio coesione sociale e competitività del territorio.
Affitti sempre più pesanti per le famiglie
Nel secondo trimestre 2025, il peso degli affitti sul reddito medio nazionale ha raggiunto il 31%, con punte del 38% nelle grandi città. A Milano, la quota spesso supera il 40%, arrivando oltre il 50% nelle zone semicentrali. La cosiddetta “area grigia” di chi non può accedere all’edilizia pubblica ma non regge il mercato libero cresce rapidamente, creando una pressione sociale ed economica significativa.
Housing sociale come infrastruttura strategica
CNA Lombardia propone di trasformare l’housing sociale in un vero volano di sviluppo, basato su quattro priorità:
- Coinvolgere le micro e piccole imprese e la filiera artigiana nella rigenerazione urbana.
- Investire in formazione tecnica per l’efficientamento energetico e la sicurezza degli edifici.
- Rendere gli appalti accessibili alle PMI, favorendo partecipazione stabile ai tavoli istituzionali.
- Sviluppare soluzioni abitative dedicate a giovani, lavoratori e dipendenti, integrando casa e welfare aziendale.
Rigenerazione e politiche locali
Negli ultimi anni, il patrimonio ERP lombardo ha registrato alcune operazioni di rigenerazione: nel 2024 sono state assegnate 3.206 locazioni SAP, ma restano numerosi gli alloggi inutilizzati. Il programma regionale prevede circa 400 nuove abitazioni entro il 2026, un passo avanti ma insufficiente rispetto ai bisogni reali. CNA sottolinea che appalti frazionati e governance stabile sono essenziali per sfruttare pienamente le risorse pubbliche e PNRR.
Opportunità per imprese e comunità
Secondo Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia, un Piano Casa solido può creare occupazione, attrarre manodopera qualificata e migliorare la qualità urbana. Paolo Panciroli, responsabile CNA Lombardia Costruzioni, evidenzia come politiche integrate tra rigenerazione urbana, edilizia sociale e sostegno alle PMI possano trasformare la crisi abitativa in un’opportunità industriale e sociale.
Sfide e scenari futuri
Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia, sottolinea l’urgenza di rispettare obiettivi energetici europei e ridurre consumi del 16% entro il 2030 e fino al 22% entro il 2035, con investimenti stimati in almeno 170 miliardi di euro. CNA chiede uno sforzo nazionale, con fondo pluriennale per ampliare l’ERP, Testo Unico sull’Housing Sociale, incentivi stabili e rafforzamento della locazione privata.
L’esempio europeo come stimolo
Bozzini ricorda che Paesi come l’Olanda hanno il 29% di edilizia popolare e la media europea è del 15%, mentre l’Italia resta indietro. Secondo CNA, la crisi abitativa lombarda rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita, alla coesione sociale e alla capacità di trattenere talenti.