Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

"Curarsi è un diritto, non un privilegio": il 14 settembre la serata per rilanciare il Servizio sanitario nazionale al Teatro della Cooperativa di Milano

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti in via Privata Hermada. Sul palco magistrati, attori e rappresentanti del comitato promotore.

Di

Il Teatro della Cooperativa di Milano, in via Privata Hermada 8, ospita lunedì 14 settembre alle 21 una serata aperta alla cittadinanza dedicata al diritto alla salute. Il titolo scelto, "Curarsi è un diritto, non un privilegio", sintetizza il senso dell'iniziativa: sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per il rafforzamento della sanità pubblica. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.


Chi sale sul palco


Il programma si è ampliato nei giorni scorsi rispetto alla formazione iniziale. Alle presenze già annunciate di Francesco Maisto, Mauro Clerici, Moni Ovadia, Renato Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Paolo Rossi e Gherardo Colombo si sono aggiunti Margherita Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan, Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell'Oca. 

Per il Comitato Promotore Regionale  - che riunisce Cgil, Acli, Arci, Medicina Democratica, Auser, Federconsumatori, Libera contro le Mafie e le basi lombarde dell'Unione degli Universitari - intervengono Vera Addamo, Vittorio Agnoletto, Massimo Cortesi, Andrea Villa, Catello Tramparulo e Marco Caldiroli. La conduzione è affidata all'attore Silvano Piccardi. 

I numeri alla base della mobilitazione


Le cifre citate dal comitato descrivono due fenomeni. Il primo riguarda le rinunce alle cure: circa un decimo della popolazione non si cura perché non può sostenerne il costo. Il secondo è la spesa privata, che ha superato i 41 miliardi di euro. Accanto a questi dati vengono richiamate le attese per visite ed esami, in alcuni casi rinviate di mesi o di anni, condizione che secondo i promotori incrina il principio costituzionale di uguaglianza nell'accesso alla salute.


Cosa chiede la proposta di legge


Il testo si intitola "Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale" e affronta i nodi che i promotori individuano come più critici: liste d'attesa, carenza di personale, disuguaglianze nell'accesso alle cure, debolezza dell'assistenza territoriale e crescita della quota di spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini.


Sul piano operativo la proposta indica un percorso di finanziamento progressivo, con l'innalzamento della spesa per il Servizio Sanitario Nazionale ad almeno il 7,5% del prodotto interno lordo entro il 2030. Prevede inoltre l'eliminazione del tetto alla spesa per il personale e il potenziamento dei servizi territoriali. Un capitolo specifico riguarda gli ambiti considerati più scoperti: non autosufficienza, salute mentale, consultori, prevenzione e riduzione dei tempi di attesa.


Condividi questo articolo

Altre notizie