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Curva Inter, l’ex capo ultrà Ferdico collabora con i magistrati: si autoaccusa di una rapina e chiama in causa D’Alessandro

L’ex leader della Curva Nord, Marco Ferdico, racconta ai pm di Milano e Cremona la rapina del 2022 e coinvolge D’Alessandro

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Nuovi sviluppi nell’inchiesta che ha scosso la Curva Nord dell’Inter. Marco Ferdico, 40 anni, ex leader del gruppo ultras già condannato a 8 anni dopo il maxi blitz della Dda di Milano, ha scelto di parlare. Davanti ai pm di Milano e Cremona ha ammesso il suo coinvolgimento in una rapina del 2022 e ha fornito dettagli che chiamano in causa altri protagonisti legati all’ambiente delle curve.

La rapina a Ripalta Cremasca

Secondo i verbali, Ferdico avrebbe fatto da basista in un colpo violento avvenuto a Ripalta Cremasca, in provincia di Cremona. La vittima, un conoscente facoltoso, venne aggredita all’uscita di un ristorante: pistola puntata in faccia, pestaggio e refurtiva da 120mila euro tra orologi e gioielli. Le lesioni riportate dall’uomo furono giudicate guaribili in 16 giorni.

Le accuse a D’Alessandro

Nelle dichiarazioni, Ferdico indica come esecutore materiale Daniel D’Alessandro, detto Bellebuono, arrestato lo scorso aprile in Bulgaria. Lo stesso D’Alessandro è indagato a Milano per l’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo della Curva Nord ucciso il 29 ottobre 2022. Nei verbali emerge anche il coinvolgimento di un complice bulgaro mai identificato.

“Era per la cocaina, oggi ho cambiato vita”

Davanti al pm di Cremona, Francesco Messina, Ferdico ha motivato la rapina con i debiti legati alla droga: “In quel periodo io e D’Alessandro facevamo largo uso di cocaina e avevamo bisogno di soldi”. Secondo il suo racconto, la refurtiva fu rivenduta e fruttò circa 15mila euro a testa. “Mi dispiace – ha aggiunto – era un momento in cui frequentavo ambienti criminali. Ora ho cambiato stile di vita e voglio chiudere tutti i capitoli aperti”.

Le indagini tra Cremona e Milano

La Procura di Cremona ha chiuso le indagini sulla rapina aggravata a carico di Ferdico e D’Alessandro, assistiti dai rispettivi legali. Intanto la Dda di Milano ha ascoltato nuovamente l’ex ultrà, che resta una figura chiave anche nell’inchiesta sull’omicidio Boiocchi. Nei prossimi giorni è attesa la richiesta di processo con rito immediato.

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