Dal caregiver al caregiving: la ricerca dell’Università Cattolica di Milano che cambia lo sguardo sulla cura
L’Università Cattolica presenta una ricerca sul caregiving: dalla cura come ruolo alla cura come relazione, con forti ricadute sociali.
La cura non è solo un atto sanitario, ma un fenomeno sociale, educativo e relazionale che attraversa famiglie, comunità e istituzioni. È da questa consapevolezza che nasce il progetto di ricerca presentato all’Università Cattolica di Milano, dedicato all’evoluzione delle pratiche di cura in Italia e al loro impatto sul capitale sociale.
Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del programma Prin 2022, è coordinato dalla Cattolica in collaborazione con l’Università del Molise e l’Università di Verona.
Dal caregiver al caregiving: un cambio di paradigma
Al centro dello studio c’è una proposta concettuale forte: spostare l’attenzione dal caregiver inteso come singolo soggetto che presta assistenza, al caregiving come processo relazionale e sociale. Un passaggio che invita a superare una visione puramente funzionale della cura, per riconoscerne la dimensione umana, relazionale e comunitaria. Secondo la rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, questo cambio di prospettiva rappresenta una chiave interpretativa nuova e necessaria per comprendere le trasformazioni in atto nella società contemporanea.
Una ricerca interdisciplinare sulla cura
Il tema del caregiving, ha sottolineato Beccalli, è pienamente coerente con la missione dell’Ateneo milanese, che da anni lo affronta da più angolature disciplinari. Accanto alla dimensione medico-sanitaria, sviluppata in particolare dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia e dal Policlinico Gemelli, la ricerca si estende ai contesti educativi, familiari e sociali. Un approccio trasversale che permette di cogliere la complessità del fenomeno e di analizzarne le ricadute concrete sul sistema di welfare.
Il ruolo delle Università nella società della disinformazione
Nel suo intervento, la rettrice ha anche richiamato la responsabilità delle Università come luoghi di produzione di conoscenza rigorosa, soprattutto in una fase storica segnata da disinformazione, fake news e polarizzazioni estreme. Offrire analisi solide e fondate su evidenze scientifiche, ha spiegato, significa contribuire non solo al dibattito accademico, ma anche al rafforzamento della democrazia e delle politiche pubbliche.