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Detenuta evade dal carcere di Bollate dopo permesso premio: nel 2011 uccise un’anziana strangolandola con un foulard

La 42enne ecuadoriana non è rientrata in carcere. Nel 2011 strangolò una vicina per rapinarla: fine pena nel 2032

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È scattata la caccia ad Alba Leonor Sevillano Zambrano, 42 anni, detenuta nel carcere di Bollate e condannata per omicidio. La donna non ha fatto ritorno in istituto dopo un permesso premio e da domenica risulta irreperibile. L’assenza al rientro ha fatto scattare l’allarme e ora le forze dell’ordine sono impegnate nelle ricerche. La vicenda riporta alla memoria un delitto che sconvolse Milano nel 2011, quando un’anziana venne strangolata nel suo appartamento da quella che si era presentata come un’aiutante premurosa.

L’allarme dopo il mancato rientro

La detenuta stava scontando una condanna definitiva con fine pena fissata al 2032 presso il carcere di Bollate, struttura nota per i percorsi trattamentali e i benefici concessi ai reclusi ritenuti idonei. Proprio nell’ambito di uno di questi permessi la 42enne aveva lasciato temporaneamente l’istituto, senza però rientrare nei tempi stabiliti.

A rendere nota l’evasione è stato Matteo Savino, vicesegretario regionale lombardo del Sappe, che ha parlato di un episodio di estrema gravità. Da quel momento è partita la macchina delle ricerche: la donna è ufficialmente ricercata.

Il delitto del 2011 in zona Bonola

Il nome di Alba Leonor Sevillano Zambrano è legato a un omicidio avvenuto nel 2011 in zona Bonola, a Milano. La vittima era Franca Montini, 81 anni, trovata senza vita nel suo appartamento. A ucciderla fu proprio la 42enne, allora incinta, che la strangolò utilizzando un foulard dell’anziana.

Secondo quanto ricostruito in sede processuale, la donna si era avvicinata alla vittima offrendosi di aiutarla con la spesa. Un gesto che appariva di solidarietà e che invece si trasformò in una trappola mortale. Dopo averla soffocata, le sottrasse il bancomat, effettuando alcuni prelievi di denaro.

All’epoca Zambrano era legata sentimentalmente a un uomo italiano i cui genitori vivevano nello stesso stabile della vittima. Un dettaglio che aveva facilitato l’accesso all’abitazione dell’81enne.


Dal carcere alla fuga: ricerche in corso

Condannata in via definitiva per omicidio e rapina, la 42enne stava scontando la pena quando ha ottenuto il permesso premio da cui non è più rientrata. Ora la sua posizione si aggrava ulteriormente.

Le indagini sono in corso per rintracciarla e verificare eventuali contatti o appoggi esterni. A quindici anni dal delitto che scosse la città, la sua fuga riaccende l’attenzione sul sistema dei benefici penitenziari e sulla gestione dei detenuti condannati per reati gravi.

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