Dieci anni di Refettorio Ambrosiano: un modello di solidarietà, cultura e inclusione a Milano
Milano celebra il decennale del Refettorio Ambrosiano, nato come progetto simbolico per Expo 2015, e oggi diventato una realtà viva, sostenibile e in costante evoluzione. In dieci anni, il Refettorio ha rappresentato molto più di una mensa per persone fragili. E’ stato spazio di accoglienza, cultura, formazione e lotta allo spreco. Il bilancio dell’attività è […]
Milano celebra il decennale del Refettorio Ambrosiano, nato come progetto simbolico per Expo 2015, e oggi diventato una realtà viva, sostenibile e in costante evoluzione. In dieci anni, il Refettorio ha rappresentato molto più di una mensa per persone fragili. E’ stato spazio di accoglienza, cultura, formazione e lotta allo spreco. Il bilancio dell’attività è stato presentato in conferenza stampa alla presenza dell’Arcivescovo Mario Delpini, del Sindaco Giuseppe Sala, dello chef Massimo Bottura, del direttore artistico Davide Rampello e del direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti.
Oltre 260 mila pasti e centinaia di eventi solidali: i numeri del Refettorio
Dal 2015 a oggi, nel Refettorio Ambrosiano sono stati distribuiti oltre 260.000 pasti, di cui 220.000 offerti regolarmente a quasi 2.900 persone senza dimora. Più di 10.000 pasti speciali sono stati serviti durante eventi benefici, con il supporto di uno staff professionale di 11 persone, 4 tirocinanti e circa 90 volontari ogni anno.
In estate, con l’iniziativa “Il pranzo è servito”, sono stati offerti gratuitamente oltre 14.000 pasti a 550 anziani rimasti soli in città. Il progetto “Le Querce” ha fornito, invece, altri 9.500 pasti in contesti settimanali di socializzazione per circa 80 anziani del quartiere.
Formazione, cultura e giovani: una comunità che cresce insieme
In dieci anni, il Refettorio ha coinvolto oltre 8.200 studenti e giovani in più di 200 incontri formativi sul volontariato, la solidarietà e lo spreco alimentare. Sono stati 260 i giovani volontari che hanno servito i pasti durante le festività. Anche il mondo delle imprese ha dato il proprio contributo: 2.000 dipendenti di 52 aziende hanno partecipato a 85 giornate di volontariato aziendale.
Contro lo spreco alimentare: 40 tonnellate di cibo recuperato e cucinato
Grazie alla rete Caritas, 40 tonnellate di eccedenze alimentari recuperate dal Mercato ortofrutticolo e dalla GDO sono state trasformate in pasti caldi. In totale, la rete ha recuperato 1.400 tonnellate di cibo distribuite anche in altri servizi. Dal 2024 il Refettorio è diventato anche un esempio di sostenibilità ambientale con 15 kW di energia solare autoprodotta, grazie ai pannelli fotovoltaici della comunità energetica “SolEdarietà”.
Eventi culturali e arte al servizio dell’inclusione sociale
Il Refettorio ha ospitato oltre 300 eventi culturali, tra cui spettacoli, conferenze, letture, presentazioni e cene solidali. L’arte è parte integrante del progetto: 13 tavoli firmati da designer e 6 opere di artisti contemporanei decorano lo spazio, che ha visto la partecipazione di 65 chef di fama nazionale e internazionale fin dai mesi di Expo 2015.
Durante la conferenza, il direttore Luciano Gualzetti ha sottolineato come il Refettorio abbia superato l’approccio assistenziale. Affermando il diritto a un’alimentazione sana, dignitosa e di qualità, e promuovendo al contempo una cultura del consumo responsabile.
Massimo Bottura, chef fondatore del progetto, ha ricordato il sogno iniziale. “Trasformare la solitudine in accoglienza, usando l’arte e il cibo come strumenti di inclusione sociale”. A lui ha fatto eco Davide Rampello, curatore artistico, che ha definito il Refettorio “un teatro della bellezza vera, buona e giusta”.
Milano e il valore dell’impegno civico: le parole del sindaco Sala
Il sindaco Giuseppe Sala ha espresso la gratitudine della città. “In dieci anni il Refettorio è diventato un modello replicabile, dimostrando che la solidarietà può crescere nel tempo e diventare un riferimento anche a livello internazionale”. Ha lodato l’impegno costante di chi ha reso questa struttura un cuore pulsante della Milano solidale.
L’Arcivescovo Delpini: «Dalla mensa alla sala da pranzo, verso nuove relazioni»
Nel suo intervento conclusivo, l’arcivescovo Mario Delpini ha tracciato un’evoluzione simbolica: dal semplice pacco alimentare al Refettorio, e ora l’ideale di una “sala da pranzo”, luogo di relazioni autentiche, condivisione e appartenenza. “Dobbiamo superare il solo soddisfacimento dei bisogni materiali – ha detto – per costruire spazi in cui si creino legami, senso di comunità e gratitudine”.
“Butta in tavola”: il nuovo libro di ricette solidali
Durante l’evento è stata presentata anche la nuova edizione di “Butta in tavola”, libro edito da IPL, che raccoglie 76 ricette ideate da chef, volontari e frequentatori del Refettorio. Il ricavato andrà a sostegno delle attività della struttura. Più che un libro di cucina, è un manifesto di creatività, sostenibilità e generosità.