Diocesi di Milano: Delpini verso le dimissioni, niente proroga. Pizzaballa favorito per la successione
L’arcivescovo compirà 75 anni a luglio e ha chiesto al Papa di chiudere il mandato. La successione entra nel vivo
La guida della Chiesa ambrosiana si avvicina a un passaggio decisivo. Il 29 luglio l’arcivescovo di Milano Mario Delpini compirà 75 anni, soglia prevista dal diritto canonico per la presentazione delle dimissioni al Pontefice. E lo stesso presule ha chiarito pubblicamente la sua posizione: nessuna intenzione di restare a lungo oltre la scadenza.
Delpini ha spiegato di aver manifestato al Papa il desiderio di concludere il mandato nei tempi stabiliti, sollecitando la scelta del successore. Una permanenza tecnica di qualche mese, se necessaria per consentire la nomina, sarebbe possibile. Ma l’ipotesi di una proroga pluriennale, circolata nelle ultime settimane, viene di fatto smentita. Dopo quasi nove anni alla guida della diocesi — era stato nominato nel luglio 2017 — il tempo della successione sembra ormai aperto.
Una partita cruciale per la Chiesa italiana
La Diocesi di Milano non è una sede qualsiasi. Per numero di fedeli è la più grande al mondo e rappresenta un baricentro strategico negli equilibri ecclesiali italiani. La scelta del nuovo arcivescovo avrà inevitabili riflessi anche a livello nazionale.
Un elemento che ha fatto discutere negli ultimi anni è la mancata nomina cardinalizia di Delpini da parte di Papa Francesco, nonostante la tradizione che spesso vede l’arcivescovo ambrosiano ricevere la porpora. Una discontinuità che molti osservatori hanno letto come un segnale preciso nello stile delle scelte vaticane più recenti.
Il nome che circola: Pierbattista Pizzaballa
Tra i profili che vengono indicati come possibili successori emerge con insistenza quello del cardinale Pierbattista Pizzaballa. Sessant’anni, bergamasco di origine e francescano dell’Ordine dei Frati Minori, è considerato un teologo di solida formazione biblica ed è stato allievo del cardinale Martini.
Dal 2020 guida il Patriarcato latino di Gerusalemme, dopo aver ricoperto per oltre un decennio l’incarico di Custode di Terra Santa. La sua figura ha assunto un rilievo internazionale anche per il ruolo di mediazione e per gli appelli alla pace durante il conflitto a Gaza.
Un eventuale ritorno in Italia rappresenterebbe una scelta dal forte valore simbolico. Il patriarcato latino di Gerusalemme è tradizionalmente affidato a un vescovo arabo: un trasferimento in Lombardia segnerebbe quindi una svolta significativa.
Milano tra tradizione e profilo internazionale
Affidare la Diocesi ambrosiana a un profilo come Pizzaballa significherebbe puntare su una figura abituata a contesti complessi e a delicati equilibri geopolitici. Milano, crocevia economico e culturale del Paese, potrebbe così ritrovarsi con un arcivescovo dal respiro globale. Per ora non ci sono annunci ufficiali. Ma con l’avvicinarsi del 29 luglio, la partita per la successione entra nel vivo. E per la Chiesa ambrosiana si apre una fase che potrebbe ridefinirne ruolo e prospettiva nei prossimi anni.