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Diritto allo studio: studenti in piazza al Pirellone di Milano contro i tagli alle borse universitarie

Flash mob degli studenti a Milano contro i tagli a borse e fondi per il diritto allo studio. A rischio migliaia di universitari lombardi.

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Gli studenti delle università pubbliche lombarde tornano a far sentire la propria voce. Mercoledì 17 dicembre alle 11.30, davanti al Pirellone di via Fabio Filzi, è in programma un flash mob per denunciare i tagli alle risorse destinate al diritto allo studio e alle borse universitarie. L’iniziativa è promossa dalle associazioni La Terna Sinistrorsa, Unisi – Uniti a Sinistra, Parola agli Studenti e Unione degli Universitari, realtà che rappresentano migliaia di studenti in tutta la Lombardia.

“No ai tagli alle borse di studio”

Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di finanziamenti adeguati e strutturali per garantire le borse di studio a tutti gli studenti idonei. Secondo le associazioni, le recenti scelte di Governo e Regione Lombardia rischiano di compromettere l’accesso all’università pubblica, trasformando il diritto allo studio in un privilegio per pochi.

Fondi in calo e fine del Pnrr: un quadro critico

Le associazioni denunciano che, con la riduzione dei finanziamenti nazionali e regionali e la progressiva conclusione dei fondi del Pnrr, la copertura delle borse di studio è destinata a peggiorare sensibilmente. Il divario tra risorse disponibili e fabbisogno complessivo, spiegano, potrebbe raddoppiare nei prossimi anni, mettendo sotto pressione i bilanci degli atenei lombardi.

Università costrette a coprire i tagli

Secondo le stime fornite dagli organizzatori, le università sarebbero chiamate a colmare il buco con fondi propri per circa 47 milioni di euro. Una situazione definita un vero e proprio “ricatto morale”: gli atenei dovrebbero scegliere se assorbire i costi per evitare che migliaia di studenti restino senza borsa o rinunciare, con il rischio concreto di abbandoni e disuguaglianze crescenti.

Le richieste a Regione e Governo

Obiettivo del flash mob è ribadire che il diritto allo studio non è negoziabile. Le associazioni chiedono che venga garantito attraverso finanziamenti certi, stabili e sufficienti, senza scaricare i costi sulle università o sulle famiglie. Gli studenti chiedono che la copertura totale delle borse di studio venga inserita nel bilancio di previsione 2026 della Regione Lombardia, attualmente in discussione. Al Governo viene invece richiesto un intervento strutturale che sostituisca le risorse straordinarie del Pnrr con fondi ordinari e continuativi.

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