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Disagio giovanile in Lombardia, ricoveri psichiatrici dei minori aumentati del 169% in 5 anni: al Pirellone il convegno sul futuro dei giovani

Valcepina (FdI): “Abbiamo riempito le case di schermi e svuotato cortili e oratori. Non è una coincidenza”

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In Lombardia i ricoveri psichiatrici dei minori sono cresciuti del 169% in cinque anni. Il dato è emerso durante il convegno “Incontro e ascolto. Quale futuro per i giovani? Esperienze, testimonianze e risposte al disagio giovanile”, organizzato al Pirellone dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara Valcepina e dal consigliere comunale di Milano Francesco Rocca. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, la sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione Paola Frassinetti e il Garante regionale per la tutela dei minori e delle fragilità Riccardo Bettiga.

Valcepina ha scelto di leggere il dato senza attenuanti. “Centosessantanove per cento. Tanto sono cresciuti in Lombardia, in cinque anni, i ricoveri psichiatrici dei nostri figli. Non in una generazione, in cinque anni”, ha dichiarato la consigliera, indicando nel cambiamento del contesto sociale la causa principale di questa escalation. “Nel frattempo, abbiamo riempito le case di schermi e svuotato i cortili, le piazze, gli oratori. Non è una coincidenza. Quel vuoto, il cellulare, non l’ha creato, l’ha riempito, e quel vuoto, prima, dovevamo riempirlo noi”.

“Un modello di società da ripensare”

Per Valcepina la radice del problema non è clinica ma culturale e sociale. “Il punto, dobbiamo riconoscerlo con chiarezza, riguarda un modello di società”, ha affermato, indicando nella dissoluzione dei legami comunitari il fattore determinante. La proposta che ne deriva è altrettanto netta: “Dobbiamo ricostruire ciò che abbiamo lasciato crollare: il legame. L’antidoto alla solitudine è una presenza. Un padre e una madre che ci sono. Una scuola che torni a educare, e non soltanto a istruire. Un oratorio, un’associazione, un centro di aggregazione di quartiere che sia qualcosa di più di un indirizzo, una società sportiva”.

La consigliera ha citato anche gli studi specialistici a supporto della tesi: “Si previene con tempestività, e molto meglio, costruendo legami che curando ferite. Nessuna campagna di sensibilizzazione varrà mai quanto un adulto che non gira lo sguardo”.

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