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Disastro ferroviario di Pioltello: 1 condanna, assolti Rfi e l’ex AD Maurizio Gentile

Sentenza di primo grado: 8 assoluzioni e una condanna Milano – A sette anni dalla tragedia ferroviaria di Pioltello, il Tribunale di Milano ha pronunciato la sentenza di primo grado, al termine di una lunga camera di consiglio iniziata nella mattinata di martedì. Il verdetto ha visto otto assoluzioni e una sola condanna, segnando un […]

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Sentenza di primo grado: 8 assoluzioni e una condanna

Milano – A sette anni dalla tragedia ferroviaria di Pioltello, il Tribunale di Milano ha pronunciato la sentenza di primo grado, al termine di una lunga camera di consiglio iniziata nella mattinata di martedì. Il verdetto ha visto otto assoluzioni e una sola condanna, segnando un momento cruciale nel processo legato a uno dei peggiori incidenti ferroviari degli ultimi anni.

Dettagli della sentenza

Il tribunale ha assolto la maggior parte degli imputati, tra cui Maurizio Gentile, ex amministratore delegato di Rfi, e Umberto Lebruto, ex direttore di produzione. Per entrambi la procura aveva richiesto 8 anni e 4 mesi di reclusione, ma il collegio della quinta sezione penale ha ritenuto non sussistenti le prove per un loro coinvolgimento diretto.

Stessa decisione per Vincenzo Macello, ex direttore della Direzione territoriale produzione di Milano, e per Andrea Guerini. Anche Rfi, per cui i PM avevano chiesto una sanzione di 900mila euro, è stata assolta per “insussistenza del reato presupposto”.

L’unico condannato è Marco Albanesi, responsabile dell’unità manutentiva di Brescia di Rfi. A suo carico l’accusa di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni colpose, per non aver adeguatamente valutato il rischio legato alla rottura del giunto isolante incollato, già noto per essere in condizioni critiche. Albanesi dovrà anche risarcire i danni alle persone offese e al sindacato Filt Cgil Lombardia, che si è costituito parte civile. Le motivazioni della sentenza verranno rese pubbliche tra 90 giorni.

Le reazioni in aula

All’ascolto del verdetto, Umberto Lebruto e alcuni degli altri assolti sono scoppiati in lacrime, abbracciando i propri avvocati. Il legale di Marco Albanesi, invece, ha espresso amarezza per la condanna del suo assistito, dichiarando: “Abbiamo ancora molto da argomentare, ma aspetteremo le motivazioni della sentenza.” Presenti in aula anche alcuni dei passeggeri sopravvissuti al disastro, che hanno lasciato l’aula visibilmente scossi dopo la lettura della sentenza.

Le indagini della Procura

Secondo quanto emerso dalle indagini, la causa principale del disastro è stata la rottura di un giunto ferroviario in pessime condizioni, che ha portato alla frattura di 23 centimetri di rotaia. I pubblici ministeri Leonardo Lesti e Maura Ripamonti avevano contestato gravi omissioni nella manutenzione, chiedendo cinque condanne, tra cui quelle per Gentile e Lebruto.

Nello specifico, la procura aveva chiesto:

  • 8 anni e 4 mesi per Maurizio Gentile e Umberto Lebruto
  • 7 anni e 10 mesi per Vincenzo Macello
  • 6 anni e 10 mesi per Andrea Guerini e Marco Albanesi

La difesa di Rfi: “Gli operai avevano il potere di intervenire”

Nel corso del processo, l’avvocato Ennio Amodio, difensore di Rfi, ha sottolineato che il personale addetto alla manutenzione era perfettamente consapevole delle procedure di sicurezza. “Se gli operai rilevano un danno, hanno il potere di intervenire e sospendere la circolazione ferroviaria.” Secondo la difesa, il mancato intervento sarebbe da attribuire a decisioni individuali sul campo, piuttosto che a una responsabilità della dirigenza di Rfi.

La tragedia del 25 gennaio 2018

La mattina del 25 gennaio 2018, alle 6:57, il treno regionale 10452 di Trenord, partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi, è deragliato nei pressi di Pioltello, con 350 passeggeri a bordo.

L’incidente ha causato la morte di tre donne e il ferimento di oltre 200 persone. Le vittime sono:

Pierangela Tadini, 51 anni, residente a Vanzago
Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio
Maddalena Milanesi, 61 anni, dottoressa dell’ospedale Carlo Besta di Milano

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