Disastro ferroviario di Pioltello: dopo 7 anni la procura chiede condanne per vertici Rfi e responsabilità societaria
A sette anni dal deragliamento di Pioltello, la procura di Milano ricorre in appello per condannare Rfi e i vertici.
Sono passati sette anni dal tragico deragliamento di Pioltello, in cui tre persone persero la vita e altre 100 rimasero ferite. A otto mesi dalla sentenza di primo grado, la procura di Milano ha presentato ricorso contro l’assoluzione di otto vertici di Rfi, condannando invece solo l’ex responsabile dell’Unità manutentiva, Marco Albanesi.
Secondo i magistrati, Rfi, in qualità di gestore dell’infrastruttura ferroviaria, avrebbe dovuto garantire la sicurezza dei binari. L’azienda e i suoi vertici avrebbero inoltre mostrato resistenza a rivedere criticamente i propri sistemi di manutenzione, trascurando le inefficienze fino al tragico deragliamento.
Le condanne richieste
In appello, i pm chiedono che siano condannati insieme ad Albanesi (5 anni e 3 mesi): Maurizio Gentile, ex AD di Rfi; Umberto Lebruto, ex direttore di Produzione; Vincenzo Macello, ex direttore territoriale Lombardia.
Anche la società Rfi dovrà essere riconosciuta responsabile, poiché il risparmio ottenuto dalla mancata manutenzione tempestiva avrebbe costituito un vantaggio economico diretto. Le indagini indicano che la causa dell’incidente fu la rottura di uno spezzone di rotaia in pessime condizioni.
Sentenza di primo grado
In primo grado, solo Albanesi era stato condannato, perché non fu possibile accertare “oltre ogni ragionevole dubbio” le carenze del sistema di gestione della sicurezza imputabili all’AD e agli altri vertici di Rfi, nonostante i loro ruoli e prerogative all’interno dell’azienda.