Disturbi alimentari: un’emergenza sanitaria in crescita in Lombardia
Un problema sempre più diffuso tra i giovani Milano – Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) rappresentano una delle principali cause di disabilità tra i giovani nei Paesi occidentali. La loro diffusione è in costante aumento, tanto da essere considerati una priorità globale per la salute mentale. Caratterizzati da […]
Un problema sempre più diffuso tra i giovani
Milano – Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) rappresentano una delle principali cause di disabilità tra i giovani nei Paesi occidentali. La loro diffusione è in costante aumento, tanto da essere considerati una priorità globale per la salute mentale.
Caratterizzati da un’alterata percezione del corpo e da un forte bisogno di controllo del peso e delle forme corporee, i disturbi alimentari hanno un impatto significativo sulla salute fisica e psicologica. L’esordio avviene generalmente tra i 15 e i 19 anni, ma si registra un incremento di casi in fasce d’età sempre più precoci.
I dati in Lombardia: numeri allarmanti
Dal 2019 al 2023, in Lombardia sono stati registrati 14.905 casi di disturbi alimentari, suddivisi principalmente in:
- Anoressia nervosa: 7.136 casi
- Bulimia nervosa: 2.718 casi
- Disturbi alimentari non altrimenti specificati (NAS): 6.882 casi
I dati evidenziano una prevalenza femminile (76,8%), con percentuali che superano il 90% nei casi di anoressia e bulimia. Tuttavia, anche la popolazione maschile è coinvolta, rappresentando il 23,2% dei casi, in particolare tra i disturbi NAS e il binge eating disorder.
Segnali d’allarme: come riconoscere un disturbo alimentare
La difficoltà nel riconoscere il problema o la sua negazione possono ritardare l’inizio delle cure, con conseguenze gravi sulla salute. Spesso, il primo passo verso il trattamento avviene su segnalazione di un familiare o in situazioni di emergenza.
Ecco alcuni sintomi da non sottovalutare:
– Perdita di peso significativa e rifiuto di prenderne
– Digiuno prolungato o restrizione alimentare estrema
– Comportamenti di eliminazione, come vomito autoindotto o uso di lassativi e diuretici
– Abbuffate incontrollate
– Eccessiva attività fisica o esclusivo consumo di cibi dietetici
Lotta ai disturbi alimentari in Lombardia: servizi e supporto
Uno dei principali ostacoli alle cure è lo stigma sociale, che porta molte persone a nascondere la loro condizione. Per contrastare questo fenomeno, la Regione Lombardia ha approvato la Legge n. 2 del 23 febbraio 2021, che prevede:
– Maggiore accessibilità ai servizi di diagnosi e cura
– Interventi di sensibilizzazione e prevenzione
– Creazione di una rete di supporto per pazienti e famiglie
Intervenire precocemente è fondamentale per migliorare le possibilità di guarigione e ridurre le complicazioni.
I Centri specializzati per la cura dei DNA
La cura dei disturbi alimentari richiede un approccio multidisciplinare, che integri supporto nutrizionale, cure mediche e assistenza psicologica. In Lombardia, il primo riferimento per chi sospetta un disturbo alimentare è il Medico di Medicina Generale o il Pediatra di Libera Scelta, che può indirizzare il paziente ai servizi specialistici.
I percorsi di cura variano in base all’età:
– Fino ai 18 anni: ci si può rivolgere ai servizi territoriali di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
– Dopo i 18 anni: è possibile accedere ai Centri Psico-Sociali e alle Unità Operative di Psichiatria.
L’elenco completo delle strutture di riferimento è disponibile sulle piattaforme delle Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) e sulla mappa regionale dei centri specializzati.
Il ruolo fondamentale dei Consultori familiari
All’interno della rete di supporto, i Consultori familiari svolgono una funzione chiave nella tutela della salute femminile e nella gestione delle problematiche adolescenziali. Grazie alla loro collaborazione con i servizi sanitari, possono indirizzare i pazienti verso percorsi di cura personalizzati.
Esenzione dal Ticket per Anoressia e Bulimia
Per facilitare l’accesso alle cure, l’anoressia nervosa e la bulimia sono riconosciute come patologie croniche invalidanti, garantendo ai pazienti il diritto all’esenzione dal Ticket sanitario (Allegato 8 DPCM 12.01.2017, Cod. 005).
Chi ha ricevuto una diagnosi certificata ha diritto a prestazioni sanitarie gratuite, incluse visite specialistiche e trattamenti specifici.