Dossier Immigrazione 2025: in Lombardia oltre 1,2 milioni di stranieri, ma integrazione ferma. Anolf: “Sistema da ripensare”
Il Dossier Immigrazione 2025 rivela 1,23 milioni di residenti stranieri in Lombardia e oltre 600mila lavoratori. Anolf: “Urgente riformare le norme”.
Il nuovo Dossier Immigrazione 2025 del Centro Studi IDOS, presentato da Anolf, Cisl e Cgil Lombardia, fotografa una regione multietnica e dinamica, ma frenata da norme obsolete e percorsi di integrazione insufficienti. In Lombardia, il 12,3% dei residenti – pari a 1.230.362 persone – ha origini straniere. Una presenza stabile, in lieve crescita (+2,3% tra 2023 e 2024), lontana da qualsiasi narrazione allarmistica.
Le province più multietniche
A livello territoriale il fenomeno è tutt’altro che omogeneo:
- Milano: oltre 495.000 residenti stranieri (15,3%)
- Brescia: più di 155.000
- Bergamo: oltre 126.000
- Percentuali più alte anche a Mantova (14%), Lodi (13%), Pavia (12,7%)
Le comunità più numerose sono romeni, egiziani, marocchini, albanesi e cinesi, con un forte incremento degli ucraini arrivati dopo l’inizio della guerra (oltre 64.000).
“Non importiamo braccia: accogliamo persone”
Secondo Maurizio Bove, presidente di Anolf Lombardia, il sistema attuale è inadeguato: “L’Italia ha bisogno di giovani e lavoratori, ma continua a gestire gli ingressi in modo inefficace. Si chiudono le frontiere invece di favorire l’immigrazione regolare e si ignorano le politiche di integrazione”.
Bove chiede una riforma strutturale che renda più semplice assumere dall’estero, reintroduca sponsor e visti per ricerca lavoro e favorisca la regolarizzazione di chi vive e lavora nel Paese.
Chi sono i nuovi lombardi: età, origini e permessi
La popolazione straniera è giovane:
- 21% ha meno di 18 anni
- 73,4% è in età lavorativa (18-64 anni)
Le provenienze:
- Europa: 36,3% (di cui 18,9% da Paesi UE)
- Asia: 25,9%
- Africa: 25,7%
- Americhe: 12,1%
Oltre 957.000 persone hanno un permesso di soggiorno valido, e più della metà (54%) è stabilmente in Italia da anni.
Lavoro: oltre 600mila occupati, ma ancora troppe disparità
In Lombardia lavorano più di 600.000 cittadini stranieri, di cui il 41,5% donne.
I dati evidenziano luci e ombre:
- 67,6% impiegato nei servizi (12,5% nel lavoro domestico)
- 30,7% nell’industria (10,7% nelle costruzioni)
- 29,5% in mansioni non qualificate (contro il 7,1% degli italiani)
- 31,7% risulta sovraistruito
- Reddito medio annuo: 15.901 euro, ben sotto i 25.259 euro della media regionale
Crescono invece le imprese guidate da persone immigrate: 131.985, pari al 14% del totale (+32,5% in dieci anni). Le rimesse, pur rimanendo elevate (1,8 miliardi nel 2024), sono in calo rispetto agli anni precedenti.
Scuola: quasi un alunno su cinque ha origini straniere
Gli studenti con background migratorio sono 236.000, pari al 17,7% del totale:
- il 67,8% è nato in Italia
- l’83,9% dei bambini della scuola dell’infanzia è di seconda generazione
- alle superiori:
- 29,6% frequenta un istituto professionale
- 41,9% un tecnico
- solo 28,4% un liceo
Nel 2024 la Lombardia ha concesso 57.158 cittadinanze, il 26,3% del totale nazionale. Dal 2010 a oggi, i nuovi cittadini italiani nella regione sono 535.000. Il Dossier evidenzia una realtà chiara: l’immigrazione è parte integrante della società lombarda, sostenendone demografia, economia e servizi. Ma per Anolf Lombardia, senza una riforma strutturale e politiche inclusive, il potenziale di oltre un milione di persone continuerà a rimanere sottoutilizzato.